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GEAPRESS – Un gatto di colore bianco seviziato ed ucciso sulla Circonvallazione Gianicolense a Roma. Al povero micio erano stati cavati gli occhi. Sul corpo, invece, segni di bruciature e strie di vernice verde. Una sevizia, sicuramente, ma quanto scollegata in termine di gravità da altri recenti episodi?

Ad elencare gli ultimi fatti di cronaca che hanno avuto come tragici protagonisti cani e gatti della capitale,  è Simona Novi, presidente dell’Associazione Volontari Canili di Porta Portese che a GeaPress riferisce di una vera e propria escalation della violenza contro gli animali e non solo.

Lo scorso undici dicembre a Villa Ada c’è stato il caso del cagnetto torturato e dato alle fiamme e poi, poco prima della fine dell’anno, il cane impiccato in zona Finocchio nell’area lavori della Metro C – riferisce Simona Novi a GeaPress – Qualcosa di strano a Roma c’è di sicuro e non parlo solo di violenza sugli animali. Basti pensare – ha aggiunto la presidente dell’AVCPP – alle aggressioni contro gli omosessuali per non parlare di quanto successo la scorsa estate a Ponte Marconi“.

Come si ricorderà, nel mese di luglio i cani  accuditi da un architetto del Comune di Roma, vennero arsi vivi nel piccolo ricovero allestito proprio nei pressi delle arcate del grande ponte sul Tevere. Ad oggi non è ancora chiaro chi abbia appiccato il fuoco mentre dei  casi successivamente occorsi, solo per il cagnetto seviziato e bruciato a Villa Ada parrebbe essere giunti a soluzione. Di certo quello che sembra stonato, riferiscono alcuni animalisti romani, è il quasi silenzio delle Istituzioni. Non solo ci si aspetterebbe di più da quelle più direttamente coinvolte, come nel caso dell’Ufficio Diritti Animali, ma anche dagli Assessori competenti oltre che dallo stesso primo cittadino.

Mi piacerebbe che a Roma venisse nominato il Garante ai Diritti degli Animali, peraltro previsto nel programma elettorale del Sindaco – aggiunge Simona Novi – ma ho come l’impressione che in città gli animali siano considerati di serie inferiore, molto inferiore. I cani morti a Ponte Marconi erano di una dipendente del Comune molto nota per la sua attività, eppure non ha sentito da parte delle Istituzioni una particolare solidarietà. Mi chiedo come interpretare ora gli ultimi casi di orrende sevizie sugli animali. Bisogna ridare un ruolo agli animali. Annullandoli – ha concluso Simona Novi – ci dirigiamo sempre più verso il baratro“.

Secondo quanto riportato dalla stampa, il gatto seviziato lungo la Circonvallazione Gianicolense, non sarebbe stato subito rimosso. Alcuni cittadini hanno provveduto a coprire il corpo con alcuni cartoni.

Abbiamo provato a metterci in contatto con l’Ufficio Diritti Animali del Comune di Roma. Ovviamente rimaniamo disponibili per un loro intervento.

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