GEAPRESS – Era un cacciatore in regola con i permessi, il titolare di 18 cani detenuti tra baracche e rottami alla periferia est di Roma, in zona Due Leoni, vicino la via Casilina. Alcuni dei poveri animali erano legati a catene cortissime, di appena un metro e mezzo.

Così li hanno trovati le Guardie Zoofile della sede ENPA di Roma guidate da Claudio Locuratolo. Condizioni di detenzione che sarebbero risultate ben al di sotto della vigente normativa. Non solo. A giudicare dalla vistosa presenza di fango, urina ed escrementi, è probabile che i cani fossero in quello stato già da tempo. Le Guardie, inoltre, avrebbero riscontrato assenza di cibo, mentre l’acqua si presentava verdastra.

Eppure, secondo indiscrezioni pervenute, la relazione del Veterinario ASL non avrebbe avvalorato elementi tali da ottenere, dal parte del Magistrato, la convalida del sequestro sulla base delle inidonee condizioni di detenzione (art. 727 Codice Penale). Il sequestro dell’intera area è stato invece confermato per le gravi situazioni di inquinamento ambientale, così come appurato dalla stessa presenza della Polizia Provinciale intervenuta a fianco della Guardie Zoofile dell’ENPA.

Venti scheletri di automobili, furgoni e camion, molti privi delle targhe, arrugginiti e altamente inquinanti per il terreno sottostante. Poi la vicinanza di un fosso ed i cumuli di pneumatici e rifiuti di varia natura. Di fatto una sorta di discarica. Il proprietario, sempre nella stessa area, deteneva anche maiali, capre ed anatre.

L’intera area è stata così posta sotto sequestro (sebbene per i reati ambientali) mentre il proprietario, è stato denunciato per violazione degli articoli 256 Dlgs n.152 del 2006 (abbandono di rifiuti) 727 del C.P. Sulle inidonee condizioni di detenzione dei cani. Per lui anche la contestazione di violazioni amministrative e ammende che potrebbero arrivare a circa 50.000 euro.

Sul luogo, il cacciatore originario del frusinate, aveva di fatto costituito una officina meccanica.

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