GEAPRESS – Come i cerchi nel grano lasciati da improbabili UFO. Alle porte di Roma, già nella parte cittadina a ridosso del raccordo anulare, a due passi dalla via Nomentana, i cerchi erano però tracciati dai cani legati alle corte catene. Terreno più volte calpestato, almeno da questo inverno, e pertanto senza un filo d’erba. Totale assenza di riparo, contenitori di plastica forse per l’acqua che si presentavano ribaltati, poi ancora cani con le orecchie tagliate e cuccioli con la rogna.

In tutto trenta cani utilizzati al controllo di un gregge di alcune centinaia di pecore. Le segnalazioni alla sede romana dell’ENPA, sono inizialmente pervenute dagli abitanti della zona. Le Guardie Zoofile guidate da Claudio Locuratolo, hanno avuto così avuto modo di documentare il tutto. Durante un sopralluogo, era pure in atto un violento temporale, ma stante quanto riferito dai segnalanti, i poveri animali avrebbero patito anche la neve di quest’inverno.

Solo alcuni di loro erano all’interno di un improprio recinto, anch’esso privo di riparo.

Cani pastori, addetti alla guida e guardia del gregge e “toccatori”, ovvero adibiti a compattare le pecore toccandole appena con il muso. A tutti, però, era riservato lo stesso trattamento. Per molti di loro, poi, la corta catena che in alcuni casi ha lasciato evidenti tracce nel collo. Poi quegli incredibili cerchi con gli escrementi accumulati. Una buona parte dei cani sono inoltre risultati privi di microchip.

L’allevamento di pecore non era abusivo. Una volta arrivate le Guardie Zoofile ed avvisati i Servizi Veterinari dell’ASP, è stato così molto semplice rintracciare il proprietario. Quest’ultimo ha cercato di difendersi sostenendo che i cani, dai box, scappano di frequente. Aveva per questo pensato ai paletti nell’erba. Circa le orecchie tagliate, pur non fornendo alcuna indicazione sulla provenienza dei cani, ha sostenuto di averli introdotti in tal maniera nell’allevamento.

Per l’allevatore la denuncia per maltrattamento di animali, più le sanzioni amministrative relative alle altre irregolarità tra le quali la mancata microchippatura di alcuni cani. Poi l’obbligo, già eseguito, di liberare gli animali e spostarli in un’area idonea sempre nei pressi. I cani sono ora sottoposti al controllo dell’ASL.

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