bull mastiff
GEAPRESS – Comunicato, diffuso dall’Associazione Volontari Canile di Porta Portese, in merito alla morte del Bull Mastiff legato ad una inferriata nel corso di una operazione di polizia nel quartiere San Basilio di Roma. Una situazione già incandescente alimentata da molte polemiche e richieste di intervento rivolte al mondo politico ma anche al Capo della Procura della Repubblica di Roma.

Stante quanto ora riferito da Simona Novi, presidente della Onlus che gestisce i canili del Comune di Roma dal 1997, a San Basilio proprio domenica scorsa ci sarebbero stati dei volontari “a cui è stato impedito con minacce ed intimidazioni di intervenire per dare sollievo all’animale“.

Il comunicato dell’AVCPP non specifica chi sono gli autori di queste minacce ma è chiaro che il nuovo elemento aggrava una situazione già difficile da spiegare. Il cane, ricorda Simona Novi “stremato da quasi 3 ore di attesa in una innaturale postura in piedi, si è impiccato lasciando semplicemente che il suo corpo stanco si mettesse a sedere“.

Una scena tremenda filmata da una agenzia che lavora spesso per il quotidiano Il Messaggero che ha poi diffuso il documento.

L’indignazione, secondo AVCPP, è comunque di tutti i cittadini che vedendo quel video “hanno assistito impotenti all’agonia del cane”.

Quel cane ha morso una signora, è vero e noi le auguriamo una pronta guarigione – ha aggiunto Simona Novi – Ma se fosse arrivato a Muratella avrebbe dimenticato i “mostri” che avevano condizionato il suo passato e gli sarebbe stato garantito un futuro sereno“.

L’Associazione Volontari Canile di Porta Portese ha deciso di costituirsi Parte Civile per raccogliere “il grido di dolore dei suoi volontari presenti sul posto“.

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