GEAPRESS – Roma, capitale d’Italia. Mosè nell’acqua ci stava rimettendo la vita. Mosè è il grosso cane che per due giorni è rimasto a mollo del Tevere all’altezza di Saxa Rubra. A nulla sono valse le segnalazioni all’Ufficio Diritti Animali del Comune ed alle associazioni. E così un socio di un club sportivo nei pressi del Tevere, sale su una barchetta ed affronta il fiume fino a raggiungere il cane. E’ trattenuto, per sua fortuna, con una zampa. Lo accudiscono per due giorni. Il custode del club, il signor Invernizzi e la signora Elena Scuderi. Gli portano da mangiare con la barchetta.

Insieme a loro anche i responsabili del ristorante del club, la Signora Lucia e la Signora Federica. Anche loro stavano cercando soccorso. Una richiesta di aiuto divenuta disperata nel momento in cui il cane inizia a lamentarsi tremendamente. Si va avanti così, con la barchetta, per due giorni. Poi la telefonata salvifica. Si mettono in contatto prima con i Vigili del Fuoco e poi con la Polizia Fluviale. Quindi il 112, con il quale si attiva subito il Nucleo Subacquei dei Carabinieri. Si precipitano sul luogo, indossano le mute si coprono mani e volto di vasellina per evitare i microbi del Tevere, e si gettano nel fiume. Il cane viene imbracato e portato a riva.

Mosè è salvato dal pronto intervento dei Carabinieri guidati dal Maresciallo Renato Solustri responsabile del Nucleo Subacquei di Roma. Assieme a lui il Vicebrigadiere Gabriele Giacomone, l’appuntato Giordano Rossetti e l’infermiere iperbarico Maresciallo Giovanni Franzese. Il cane è allo stremo delle forze, trema ed ha ormai gli occhi incavati nelle orbite. Una volta a riva i Carabinieri vengono sommersi, ma da un applauso scrosciante che dura quindici minuti. Nel luogo, infatti, si era radunata una piccola folla. Ma non c’è tempo per i ringraziamenti, dopo i primissimi soccorsi al cane, i militari caricano l’animale nel loro mezzo e lo portato, insieme ai signori del Club, in una clinica veterinaria del luogo. Arriva così la conferma che Mosè è in stato di ipotermia. Non è più un cane giovane, ha circa undici anni, ed è privo di microchip.

Dovete scriverlo – dice a GeaPress la Signora Elena Scuderi – I Carabinieri sono stati eccezionali. Si sono letteralmente precipitati. Sono stati premurosi ed eccezionalmente affettuosi con il povero cane. Davvero delle belle persone”.

Relativamente alle voci, riprese ieri da alcune agenzie di stampa, circa il mancato interessamento da parte delle associazioni di protezione degli animali, GeaPress sottolinea, in effetti,  che corrisponde al vero che tali lamentele siano state da più parti avanzate. Parrebbe, a questo proposito, che anche i Carabinieri abbiano cercato in tal senso una assistenza.

Quando, stamani, abbiamo cercato di metterci in contatto con la Signora Federica, l’altra salvatrice di Mosè, nel ristorante del Club, siamo capitati nel momento in cui la Presidente Nazionale dell’ENPA la Senatrice Carla Rocchi, si era messa in contatto con lei.

Chiamiamo pertanto la Senatrice Rocchi e le chiediamo se corrisponde al vero che in questi due giorni erano giunte delle segnalazioni anche all’ENPA. “Non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione” ci riferisce perentoria ma cortese la Senatrice Rocchi.  Ma perché ha chiamato il ristorante del Club? “Ho avuto modo di chiarire con i gestori che hanno lamentato la mancanza di soccorso, che il numero che avevano fatto era quello dell’Ufficio Diritti Animali, che proprio domani, mi hanno appena comunicato, chiuderà il telefono per questo tipo di servizio”.

In effetti il numero in questione da due anni viene attivato solo nel periodo estivo. Domani è l’ultimo giorno di servizio, ma tanto a Mosè neanche questo numero è servito a molto.

Al di là delle inadempienze, sta di fatto che a Roma, capitale d’Italia, un cane cade (ammesso che così sia andato) nel fiume e rimane due giorni a mollo tenuto in vita dai cittadini in barchetta tra i gorghi del fiume. Un plauso sentitissimo ai Carabinieri. A dircelo sono le persone che per due giorni hanno disperatamente chiesto aiuto, prima di arrivare a loro. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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