cucciolo pit bull
GEAPRESS – Un fatto insolito per la provincia di Grosseto. Cani di razza Pit bull in un allevamento non autorizzato e proprietà ancora da focalizzare al meglio.

Una segnalazione giunta alle Guardie della LAC (Lega Abolizione Caccia) le quali, giunte sul posto, hanno subito chiesto l’intervento dei Carabinieri del Comando Stazione di Braccagni (GR). Cani in condizioni quantomeno precarie e legati, in alcuni casi, a grosse catene. In particolare le Guardie hanno segnalato la condizione di un cucciolo di circa sei mesi, legato ad una catena verosimilmente spropositata per le sue dimensioni.

I fatti sono avvenuti a Sticciano Scalo, frazione del Comune di Roccastrada (GR).

Un controllo lungo e meticoloso, durato tutto il giorno. Stante i primi rilievi investigativi i cani sarebbero stati trovati in contatto con del fango e con ripari precari. Uno, riportano gli inquirenti, addirittura con un semplice bidone di plastica. Sui luoghi sono intervenuti anche i Veterinari dell’ASL 9 di Grosseto. Alcuni dei cani sarebbero stati talmente aggressivi da rendersi di fatto inavvicinabili.

Attualmente sono in corso le verifiche per individuare altri presunti proprietari. Parrebbe, infatti, che solo uno dei cani fosse in possesso di microchip. A doversi difendere dall’accusa di maltrattamento di animali, oltre che ad avere contestato ben 2000 euro di sanzione, il presunto proprietario del canile. I cani, invece, sono stati posti sotto sequestro dal  Magistrato di Turno della Procura della Repubblica di Grosseto.

Una delle ipotesi investigative è che gli animali potessero arrivare dall’estero. In corso gli accertamenti per verificare sia l’eventuale destinazione dei Pit bull presenti che di altri animali che potrebbero già essere  stati detenuti nella struttura

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