GEAPRESS – Dieci cani a Caltanissetta. Tutti sterilizzati, microchippati e … vittime del veleno. Animali del tutto innocui, ma uccisi da quella che la LIDA cittadina ha definito una “zoofobia inarrestabile“. A Termini Imerese (PA), invece, la derattizzazione senza tabelle. A provvedere hanno pensato per fortuna le Guardie Ambientali che hanno affisso alcuni cartelli con la seguente scritta: “Esche Rodenticide collocate nel lungomare Cristoforo Colombo – non toccare eventuali esche, tenere i cani al guinzaglio e con la museruola, evitare il contatto con eventuali carcasse di topi“.

Infine Treviso. L’eurodeputato Andrea Zanoni, eletto proprio in questa provincia, ha oggi comunicato di avere messo una taglia di 1000 euro per chiunque riuscirà a fornire indicazioni utili a rintracciare chi ha disseminato di esche avvelenate, lo scorso fine febbraio, il comprensorio tra Castelcucco e Paderno del Grappa. Chi è in possesso di informazioni utili può utilizzare, in orario d’ufficio, il seguente numero messo: 0422/591119. Secondo l’On.le Zanoni si tratta di un avvelenamento che ricorre sul finire dell’inverno e che è già costato la vita ad una grosso cane, uno di piccola taglia ed un cucciolo. In modo particolare il primo avvelenamento viene messo in evidenza a dimostrazione della pericolosità dell’agente tossico utilizzato. Un cane di grossa taglia, morto in meno di venti minuti. Similmente a quanto avvenuto a Piazza Armerina, in provincia di Enna, (vedi articolo GeaPress), dove uno dei tanti cani che hanno assunto il veleno in quest’ultimo periodo (morendo in molti casi) aveva solo morso, senza per fortuna ingerirlo, il boccone avvelenato.

Per Zanoni l’avvelenamento di Treviso, è da ricollegare all’illegale eliminazione dei cosiddetti nocivi, ovvero quelli che un tempo i cacciatori vedevano come loro concorrenti. Si tratta di volpi, tassi, cornacchie, gazze ed altri animali ancora. Esche che uccidono anche centinaia di cani e gatti, gettando nella disperazione tante persone. Un periodo, quello sottolienato dall’On.le Zanoni, che coincide con quello di maggiore incidenza a sua volta rilevato in un recente studio pubblicato dal Centro di Referenza di Medicina Forense Veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana (vedi articolo GeaPress). Sul banco degli imputati, attivati venatoria, pastorizia e rivalità tra i cercatori di tartufo.

Eppure ancora una volta si vivono due realtà che sembrano non collimare. Quella vissuta in strada, con animali sia selvatici che domestici che continuano a morire, e quella dei piani alti che tutt’ora non riescono a condurre in porto una legge specifica. E’ proprio di pochi giorni la notizia dell’ennesimo reitero dell’Ordinanza voluta dall’ex Sottosegretario al Ministero della Salute, Francesca Martini. L’attuale Ministro l’ha confermata (SCARICA ORDINANZA MINISTERO DELLA SALUTE), inserendo tra l’altro alcune novità già contenute nelle Linee Guida emanate lo scorso novembre (SCARICA LINEE GUIDA). Di rilievo il fatto che il medico veterinario, già sulla base del primo esame dell’animale, può avviare, in attesa dei risultati di laboratorio, l’iter che dovrebbe portare alla veloce tabellazione e bonifica dell’area. L’ENPA, la LAV, le Lega Nazionale per la Difesa del Cane e la Leidaa, hanno auspicato la piena attuazione sia dell’Ordinanza che delle stesse linee guida, anche se, riferiscono le Associazioni, occorre uno strumento efficace e senza scadenza. Occorre, cioè, una legge. Ricordiamo che la prima Ordinanza è datata 2008 e che non si può all’infinito reiterare uno strumento di natura amministrativa che di fatto, in tal maniera, diventa (quasi) una legge.

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