GEAPRESS – La denuncia è della Consigliera  Lucia Cametti, Presidente della Commissione Cultura del Comune di Verona. Riso all’arsenico cosparso in parecchie vie cittadine. Nella zona piccioni morti o agonizzanti, fra le vittime anche un gatto che viveva in casa di un’anziana coppia di pensionati.

Oltre ad aver subito questa cattiveria i due anziani“, riferisce la  Cametti, “devono subire le molestie dell’ufficio animali del Comune poiché qualcuno li ha denunciati per aver dato del cibo ai piccioni, fatto accaduto moltissimo tempo fa. I vigili hanno perfino imposto loro di sigillare il balcone con una rete“.

I bocconi killer confezionati con l’arsenico , sostanza inodore, oltre a provocare sofferenze e morte ai piccioni, sono estremamente pericolosi proprio per la mancanza di odore, chiunque, ma soprattutto i bambini, potrebbe mettersi le mani in bocca dopo aver toccato, accidentalmente, le  esche.

Trattandosi di una zona circoscritta“, continua la Presidente della Commissione Cultura, “ho chiesto alla polizia municipale che si facciano indagini, controlli, appostamenti per individuare i responsabili. Chiederò con una mozione in Consiglio comunale che diventi possibile, con un semplice sms ad un numero verde, denunciare casi di maltrattamenti di animali“.

Avvelenamento  da arsenico. Ecco i sintomi ed i danni.
Sintomi immediati: nausea, vomito, dolori addominali, irritazioni cutanee, laringite e bronchite.
Dopo un’ora: vasodilatazione  generale, edema generalizzato, disidratazione, shock mortale. Dissenteria sanguinolenta. Danni renali. Vesciche diffuse su tutta la cute. Neuropatia, encefalopatia, delirio e coma. Danni al midollo osseo ed al fegato.
Solo con un tempestivo soccorso si può provare a neutralizzare il veleno. Lavanda gastrica, ripristino idro-elettrolitico e terapia chelante possono salvare la vita dopo l’ingestione di arsenico.

Va da chiedersi perché l’intolleranza ai diversi, ai cittadini non-umani continui a dilagare nelle nostre città.

Per quanto riguarda i piccioni i motivi scatenanti non possono essere “solo” le loro cacche. In chiave psicoanalitica, notoriamente, la fobia provocata da animali o insetti, nel nostro caso ornitofobia, è un sottotipo che esordisce in genere durante l’infanzia. E’ un sintomo nevrotico  il cui significato è inconscio, desideri sessuali ed aggressivi proiettati su “oggetti” esterni. L’ “oggetto” fobico è  temuto perché simboleggia il desiderio illecito. Intanto delle repressioni umane a farne le spese sono gli animali. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).