GEAPRESS – Questa volta non è andato a segno, ma il colpo contro le Guardie Zoofile delle Associazioni, così come previste dalla legge 189/04, è andato fuori tiro quasi per casualità. A tenere la mira ci aveva già pensato la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati vincolando il parere positivo alla proposta di legge numero 1172 (nuove norme in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo e tutela dell’incolumità pubblica) al fatto che le Guardie volontarie dovessero dipendere dalle ASL (vedi articolo GeaPress). Aveva poi tentato, non riuscendoci, la Commissione Lavoro (vedi articolo GeaPress).

All’origine di tutto, però, ci fu l’On.le Enzo Raisi (Futuro e Libertà), componente dell’Intergruppo amici del tiro della caccia e della pesca. Suo l’emendamento approvato in Commissione Affari Sociali, che ha subordinato la qualifica di Guardia particolare giurata appartenente ad Associazione protezionista, ai corsi indetti dalle Regioni. Il testo, esentato dalla Commissione, risultò comunque addolcito dal fatto che i corsi di formazione fossero organizzati dalle stesse Associazioni riconosciute ma con docenti idonei (?) e di comprovata esperienza. Di fatto, grazie a tale arrangiamento, le Guardie continuano ad essere richiamate al comma 1 dell’art. 28 del testo in esame. Al comma 2 dello stesso articolo vi sono le funzioni di Polizia Giudiziaria rimaste però riferite ai soli Medici Veterinari ASL (per le Guardie, al comma 1, si richiama alla disciplina di settore).

Dunque solo per questo il colpo non è andato perfettamente a segno, ma per capire chi doveva essere in realtà impallinato lo scorso otto dicembre in Commissione Giustizia, non occorre rileggere i verbali delle riunioni della Commissione Giustizia. Basta, per questo, quello di votazione, avvenuto lo scorso 9 ottobre. La Commissione ribadisce “la contrarietà, già espressa dalla Commissione Giustizia in riferimento ad altri provvedimenti sui quali è stato espresso il parere di competenza, all’attribuzione della funzione di polizia giudiziaria a soggetti che, come nel caso del servizio sanitario pubblico, non appaiono avere le competenze necessarie per lo svolgimento della delicata funzione di polizia giudiziaria”. Per questo la Commissione ha espresso parere favorevole condizionandolo all’eliminazione del comma 2 dell’art. 28 della proposta di legge 1172.

E dire che la proposta 1172 era nata tra i migliori propositi di riformulare in senso animalista la legge 281, ovvero la legge quadro sugli animali d’affezione altresì detta “legge randagismo”. Animali d’affezione ora in realtà considerati ai soli cani e gatti con tutta una serie di clausole subordinate alle superiori esigenze dei commercianti. Anzi, a proposito di animali d’affezione e proposta n. 1172, la stessa Commissione Giustizia ha altresì vincolato il parere positivo al voler considerare animali d’affezione come “bene pignorabile”.

Non c’è veramente male per una proposta nata come legge quadro in favore di (tutti) gli animali e che si ritrova ora a considerare i soli cani e gatti, magari da poter pignorare. E dire che fino al momento in cui il testo è stato esentato dalla Commissione Affari Sociali (ovvero la Commissione che ha lavorato alla stesura ed emendazione), il tutto è stato presentato come un buon disegno di legge in favore degli animali. Nessuno aveva del resto mai scritto mezza riga per denunciare quanto stava avvenendo.

C’è solo da sperare, avevano in molti riferito dopo lo scandalo delle Guardie alle dipendenze dell’ASL, che i tempi parlamentari non siano più sufficienti all’approvazione del testo in questione. In tal senso, se così sarà, il merito sarà sempre dei commercianti. E’ stata proprio la massa di emendamenti in favore della loro attività ad imporre la variazione della sede di discussione nelle Commissioni. Da legiferante (ovvero molto veloce) a referente, con i normali tempi di approvazione parlamentare.

In un certo senso se si salverà la vecchia 281 sarà comunque merito dello strapotere delle lobby di commercianti di animali.

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