GEAPRESS – Un’ emergenza senza fine che riesce a confermare tutta la sua drammaticità già nel giro di poche ore. A Rieti è già molto difficile per i volontari potere verificare una richiesta di aiuto. Non c’è tempo; una richiesta dietro l’altra. Come successo poche ore a fa a Betty, volontaria animalista, che ha dovuto affrontare per telefono quella che appariva una solita richiesta di passaggio della … patata bollente. Il suo numero di cellulare si è ritrovato, chissà come, nei servizi di una compagnia telefonica che fornisce indicazioni su tutto. Dal fiorario più vicino, alla pompa di benzina con lavaggio auto. Trovi un cane abbandonato? Non c’è problema, nel servizio tanto remunerato (per la compagnia telefonica) dirottano sul numero di Betty. La patata bollente è stata tolta, per il lustro della compagnia telefonica.

Anzi, questa volta qualcosa di veramente bollente era finito sul povero gatto, ritrovato con tutto il corpo piagato ed ustionato. Un acido, forse, oppure acqua bollente, con la quale qualcheduno ha voluto allontanare il gatto.

Non trovo altra spiegazione – dice Betty a GeaPress – la segnalazione proveniva da una ragazza che si trovava di passaggio in provincia di Rieti. E’ stato già complicato riuscire a tenere il gatto in un locale sicuro, prima che riuscissi a raggiungere il posto, in una frazione di Poggio Bustone. Il micio sembrava scuoiato, nella foto la coda copre buona parte del corpo e vi assicuro che è bene così. E’ già bastato quello che ho dovuto vedere io“.

Ricoverato in una clinica veterinaria, il micietto è stato inizialmente sedato e subito sottoposto alle cure del caso. Non potrà stare molti giorni e la situazione, per lui, inizia ad essere drammatica. I volontari non chiedono soldi, il problema questa volta è ancor più primario. Per il povero micio non c’è nessuno che possa dedicargli il tempo necessario.

Lo stesso giorno del ritrovamento, anzi appena il tempo di lasciarlo alle cure dell’ambulatorio veterinario, e subito si è dovuti correre per un’altra emergenza. Niente chiamate catapultate dalla signorina del servizio informazioni a pagamento. E’ bastato andare presso il canile sanitario, per vedere i nuovi cani accalappiati. Ed invece si trovano i Veterinari pronti ad intervenire nel tavolo operatorio per …un gatto! Si erano recati a Passo Cortese, frazione di Fara Sabina. Ancor più vicino a Roma, dove partono i treni metropolitani per la capitale che ogni giorno trasportano decine di migliaia di romani, ormai residenti in provincia. Per lavoro, studio o altro. Tutti indaffarati a correre. Colonne di persone, che devono correre e distrarsi. Anche Betty ha un lavoro, “anche i volontari – precisa – sono persone normali, con un lavoro normale che cercano di non perdere tra le mille chiamate di emergenze varie“.

Ma torniamo al gatto nel lettino operatorio. Si tratta di un grosso gatto. Dalla ferita escono le larve di mosca ed un .. dardo di balestra! Sono le nuove armi, vietate, nel caso della balestra, per l’attività venatoria ma molto in uso tra i bracconieri. Oppure tra i sadici …. “puri”. Quelli che si divertono a centrare poveri animali con mezzi potenzialmente letali anche per l’uomo. Silenziosi e dalle ferite devastanti. Una cosa veramente eccitante … per alcuni.

Il gatto con la balestra, si salverà. La ferita è complessa ma i Veterinari sono certi di poterlo salvare. Anche lui avrà bisogno di adozione, ma, secondo Betty, è già, nonostante tutto, una emergenza secondaria. Per primo c’è lui, il gatto con l’acqua bollente. Potrà stare ancora pochissimi giorni presso la clinica. E poi? Occorre una persona che si possa dedicare a lui. Con costanza e abengazione. Sono le tarapie essenziali. Per le richieste si può utilizzare la mail messa a disposzione da GeaPress (info@geapress.org).

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