GEAPRESS – Le indagini immediatamente avviate all’indomani del sequestro dei cuccioli ungheresi trasportati in un furgone bloccato lo scorso 11 novembre sulla A1, all’altezza dell’area di parcheggio Crostolo Est, stanno prendendo la piega di una vera e propria caccia al cucciolo. Infatti, dalle prime risultanze investigative degli agenti della Polstrada di Reggio Emilia,  diretti dal V.Q.A. dr. Antonio Colantuono, il furgone con targa ungherese avrebbe già fatto delle soste prima di essere. Tappe in regioni del sud Italia, isole escluse, ma anche, e di questo gli inquirenti hanno poche incertezze, nella stessa provincia di Reggio Emilia. Ed è soprattutto qui che si stanno intensificando le ricerche.

L’ipotesi della presenza di altri cuccioli era sorta fin dai primi momenti del sequestro. Infatti, il furgonato con targa ungherese adibito al trasporto di animali presentava ben 8 alloggiamenti speciali di cui solo due occupati dai nove cuccioli.

I cuccioli, tutti di razza chihuahua, erano in buone condizioni di salute ma quattro di loro risultavano avere un’età inferiore a quella dichiarata nei passaporti tale da non consentirne il trasporto e la vendita. E solo per questi quattro si è potuto procedere al sequestro.

Il destinatario finale era un allevatore del nord Italia che, tanto teneva a quel carico, da pagare ben 2000 delle 6000 euro di cauzione risultanti dai 10 verbali elevati al trasportatore. Le restanti 4000 euro sono state pagate dalla ditta trasportatrice. Sulla salata multa, precisano gli inquirenti, allevatore italiano e ditta Ungherese potrebbero fare ricorso, ma senza il pagamento immediato il mezzo sarebbe stato posto a fermo con tutto il suo “prezioso” carico.

Intanto, i quattro cuccioli sequestrati sono stati affidati ai volontari dell’ENPA di Reggio Emilia e sebbene ancora non sia possibile l’adozione, in loco si è scatenata una gara di solidarietà per i quattro piccolissimi. A cominciare dagli stessi agenti della Polstrada di Reggio Emilia, che hanno fornito la prima accoglienza agli animali. Nei giorni a seguire, sottolineano gli stessi poliziotti, la sede della Polstrada è stata meta di un vero e proprio pellegrinaggio di adulti e bambini che volevano offrire una casa ai cuccioli.

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