GEAPRESS – E’ morto ieri mattina il povero “Rosario”. Così era stato chiamato il cagnetto recuperato nel giorno di Pasqua dai volontari dell’associazione Dacciunazampa  Onlus nella fiumara Rosario Valanidi, appena a sud della città di Reggio Calabria.

Se ne è andato probabilmente per una emorragia da trauma – spiega a GeaPress Candida Naccarato (nella foto al momento del soccorso) volontaria di Dacciunazampa Onlus – Le radiografie hanno rivelato come il cagnolino fosse polifratturato“.  Stante quanto riferito dal Veterinario, alcune fratture potrebbero essere ancora più vecchie di tre giorni, ovvero il tempo che il segnalante ha impegnato prima di chiamare le volontarie (vedi articolo GeaPress).

Secondo indiscrezioni apprese in loco, sembra che l’inqualificabile gesto sia stato addirittura vantato in un luogo pubblico e per questo sentito da più persone. Un fatto da alcuni recepito con raccapriccio, sebbene la paura ha fatto poi trascorrere almeno tre giorni prima di quella telefonata ai volontari. Picchiato selvaggiamente e poi gettato nella fiumara, dove domenica scorsa Candida Naccarato e le altre volontarie, si sono precipitate per soccorrerlo.

Una vicenda che ha scosso in molti facendo altresì sperare in una felice soluzione, purtroppo ora impossibile da realizzarsi. Da Kiev si era fatto sentire Andrea Cisternino, il nostro connazionale che nella capitale ucraina, dove vive e lavora, è impegnato nella salvaguardia dei cani di strada, vittime delle stragi dei dog hunters. Fino a ieri sera i “boiacani” hanno ucciso, proprio a Kiev, altre cinque cagne che vivevano in strada. Eppure la storia di “Rosario”, cagnetto di appena nove mesi (in un primo tempo si era pensato potesse avere due anni di età) ha travalicato ogni confine.

Sono stanco di leggere e sentire  tutti i giorni di violenze gratuite su animali innocenti – ha dichiarato Andrea Cisternino a GeaPress – Animali che non hanno mai fatto del male a nessuno se non quello di essere nati randagi e non certo per colpa loro“. La storia di Rosario è andata oltre, forse per il tempo trascorso prima che il segnalante ha vinto la paura  allertando le volontarie di Dacciunazampa Onlus. Minimo tre giorni, trascorsi in fiumara, ridotto ad un ammasso di ossa rotte e su un ulteriore doloroso supplizio costituito dal letto di ciotoli.

Come è possibile non intervenire sentendo e vedendo una creatura martoriata nel corpo e buttata in un fiume, guaire di dolore e chiedere AIUTO” , si chiede Cisternino. Anche per questo arriva la decisione: 300 euro per chi fornirà informazioni utili per arrivare alla denuncia del colpevole. “Tengo a precisare – aggiunge Cisternino – che sono soldi miei non cioè relativi alle donazioni per i randagi ucraini e per Rifugio Italia. Vorrei dare un segnale e dire basta, ora veramente basta“.

Le segnalazioni potranno pervenire anche in forma anonima alla mail dacciunazamparc@libero.it e saranno poi girate a chi di competenza.

Da Reggio Calabria, intanto, le volontarie continuano la loro attività ma per Rosario era pronto tutto. “Avevamo programmato di trasferirlo a Palermo – riferisce Candida Naccarato a GeaPress – dove ci sono cliniche veterinarie attrezzate per la risonanza magnetica, ma Rosario è andato via prima. Ringraziamo Andrea Cisternino, il suo interessamento senz’altro ci incoraggia ma vorrei approfittare per rivolgermi a chi ha ridotto Rosario così fino a causarne la morte o a chiunque altro sottovaluti questi episodi:  noi non siamo affatto avvilite  anzi ci sentiamo ancora più determinate ad andare avanti. Certo – aggiunge la volontaria animalista – siamo amareggiate ma demoralizzate solo fino a un certo punto“.

A Kiev i dog hunters hanno scritto di Cisternino come di un elemento per loro pericoloso dal momento in cui porta amore per i cani che loro vorrebbero uccidere. “Così deve essere – aggiunge Cisternino – con l’Amore bisogna combattere e sconfiggere queste persone che sono la razza peggiore dell’animale chiamato uomo“. Cisternino non lo dice, ma non è la prima volta che si occupa di animali del sud Italia. Con Rosario, però, ha sentito di dover fare un passo in più.

L’invito è a chi sa qualcosa. Sicuramente, seppur con giorni di ritardo, il povero Rosario avvilito nella fiumara, deve aver pesato sulla coscienza di qualcuno. Ci sarebbero anche altre persone che hanno sentito quel racconto e c’è stato poi chi è andato a verificarlo non trovando però subito il coraggio di avvisare le volontarie. Completi la sua azione e fornisca, anche con una semplice anonima mail, le indicazioni per rintracciare chi ha causato una morte così tremenda al povero Rosario. Nove mesi di vita. Finito con le ossa rotte a colpi di bastone e lanciato sui sassi per morire lentamente nella fiumara.

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