Reggio Calabria: Pedro finito nel cassonetto (foto)
L'impegno delle volontarie, tra ricovero allegato e scellerati con la pistola.
GEAPRESS – Votate al soccorso dei randagi che, dalle parti di Reggio Calabria, non fanno certo mancare le loro richieste. Nove donne, riunite nel gruppo Le Palle di Pelo, si dividono compiti e mansioni tra il Piemonte e la Calabria. Siamo una goccia nel mare, dicono. Ma una goccia che è speranza.
L’ultimo soccorso è di ieri. Un nuovo caso di animali gettati nella spazzatura (vedi articolo GeaPress). Un cane da caccia affetto da … tutto! Smagrito, cosparso di zecche e relative patologie, poi la leishmania. Qualcuno si è avvicinato al cassonetto alla periferia di Siderno (RC) e lo ha abbandonato. A coprire Pedro un sacco nero.
“Avevamo notato una macchina nei pressi – dice a GeaPress Francesca, una delle volontarie – ormai a certe cose ci siamo abituate. Poi quel corpicino marrò, c’era sembrato che ancora si muovesse“.
Pedro è uno springer e parrebbe avere non più di tre-quattro anni. Le sue condizioni, però, sono gravissime. “Prognosi riservata, abbiamo bisogno di almeno venti giorni per capire se Pedro potrà farcela – spiega Francesca – Intanto è a casa mia e tutto il gruppo de Le Palle di Pelo penserà a lui“.
Il suo padrone non l’ha voluto più. Forse la malattia ed i costi per curarla. Senza microchip, per chi non ha scrupoli, la soluzione è facile. Si prende un animale e lo si abbandona. Pesa appena sette chili, il povero Pedro. Alla sua età dovrebbe essere non meno di 22-23 chili. Da un occhio non ci vede, probabilmente la leishmania.
Uno dei tanti, recuperati con tanta abnegazione dal gruppo che continua ad affrontare tutto, ivi compresa l’alluvione. Lo scorso febbraio, proprio mentre Francesca era al piccolo ricovero, l’acqua è entrata impetuosa.
“Ho preso i cuccioli – racconta Francesca – il primo pensiero è stato per loro. Gli adulti sono riusciti a fuggire e li abbiamo poi recuperati“. Tutti in salvo, tranne Lulù. Una cagnetta da caccia trovata abbandonata in mezzo alla neve della Sila. Dal piccolo rifugio allagato era stata poi trasferita, insieme agli altri cani, in alcuni box di un maneggio messo a disposizione dal Comune di Portigliola per far fronte all’alluvione. Una notte, però, uno sciagurato ha raggiunto i box e si è divertito con una pistola ad aria compressa. Proiettili di plastica, per fortuna, ma comunque sufficienti a fare male o arrecare seri danni se ad esempio colpiscono un occhio o altre parti sensibili. L’uomo ha aperto tutti i box e i cani sono nuovamente fuggiti. Lulù non è più tornata. Ricerche continue ma purtroppo finora infruttuose.
“Noi continuiamo a sperare e non smetteremo di cercarla“, dicono le ragazze. In fin dei conti sono loro una goccia che è speranza.
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Gente bastarda!
Schifosi!!! Speriamo che torni tutto indietro il male che infliggono a chi non può difendersi… queste spazzature disumane!!! Grazie Volontari!!!
tabula rasa su quasi tutto il genere umano e ricominciare daccapo. non se ne esce. considerare un essere vivente come un oggetto, lasciarlo morire senza cure, senza cibo fin dalla nascita. gettarlo nella spazzatura a fine percorso o quando non serve più.. sono recuperabili con la sensibilizzazione costoro? non credo poprio. e il tentativo di fare informazione nelle scuole, se poi le famiglie sono di questo genere qui, serve davvero a poco o nulla. ignoranza, incultura, essere fermi allo stato di ominidi come evoluzione. questa gente non la recuperi con niente, nè loro nè la loro prole. e i volontari, genere umano incomparabile su tutti i fronti, ad ammazzarsi tra le ostilità di questi ominidi e l’assenza dei nostri governanti, per salvare il salvabile di questi corpicini martoriati, violentati, torturati. cosa vuoi fare quando anche le leggi sono acqua per l’omicidio di queste creature. non puoi fare niente di niente quando la violenza e l’ignoranza regnano sovrane e tali vengono trasmesse ai figli. è una razza di umani a sè stante quella che procura l’indicibile e l’impensabille della sofferenza a “loro” ( e non è tanto un’altra storia quella dei nostri simili che violentano, uccidono , stuprano donne, uomini, bambini). sono altro da noi. o la pensi così e ti occupi solo di “loro” o impazzisci, perchè la mente equlibrata e la coscienza atttiva empatica devono trovare una spiegazione, laddove la ragione non c’è, laddove la violenza a cui si assiste diviene tarlo insopportabile per l’impotenza, causa mancanza di mezzi, di leggi, che attanaglia il cuore e la mente. con quel che abbiamo, continueremo a fare ciò che possiamo. . che si tratti di un riccio, una formica, un quattro zampe o un due ali. pur con il cuore a pezzi. come fanno queste splendide persone che hanno salvato il piccolo.
Con tutto il male che viene inferto agli animali non riesvo piu ad accettare di far parte degli esseri umani ma quando sente delle poche persono invece dedicano la loto vits a queste poverr anime innocenti posso solo dire che l ammirazione e nri loro confronti e molta….complimenti
sempre un grande grazie a tutte le persone che salvano gli animali indifesi …grazie di cuore.
e’ dolcissimo,uno sguardo che chiede perche’? forza piccolo combatti non puo’ sempre vincere la cattiveria!!!alle ragazze dico con tutto il mio cuore.grazie,grazie di esistere!!!