hope
GEAPRESS – E’ rimasta ferita e non solo nel corpo. La zampa amputata ha rappresentato un trauma fisico che ha però lasciato indelebili segni anche nel carattere della povera gattina del liceo artistico di Reggio Calabria. Una gatta randagia come tante, che era stata prelevata da Daniela Gironda per essere sterilizzata. A Reggio Calabria non vi è un intervento pubblico di tal genere. I gatti, ma anche i cani, quando è possibile vengono sterilizzati dai volontari e reimmessi in strada.

Era così successo anche per la gattina del liceo artistico. Tornata in strada assieme ad altri micetti accuditi dall’associazione il Gatto Nero Onlus.

Poi, nel luglio scorso, la drammatica notizia. Qualcuno, proprio in quel luogo aveva sistemato una tagliola. Impossibile capire il perché. Forse, riferirono allora in maniera provocatoria i volontari, la gattina aveva calpestato l’erba del vicino, oppure chissà, una pipì di troppo. Sta di fatto che di notte si sentono  miagolii strazianti. La gattina grida e si dispera. Tenta in tutte le maniere di liberarsi dalla morsa dei denti di metallo che si erano conficcati nella zampa. Non interviene nessuno, finché l’indomani, nel corso della visita dei volontari, appare l’amara sorpresa.

Un corpicino straziato che disperatamente combatteva per vivere“, ricorda Daniela Gironda. Hope, così è stata chiamata la gattina, era nel cortile della scuola, tenuta dai denti della tagliola. La volontaria che intervenne allora, non sapeva come affrontare la situazione. Oltretutto si rischiava di peggiorare la situazione. Quella tagliola era veramente impossibile da togliere. Hope viene avvolta in una pezza per cercare di calmarla. Il marito della volontaria, chiamato a risolvere il caso, rompe con un deciso colpo di martello la catena che tiene bloccata in terra la tagliola. Poi la corsa del veterinario e l’attesa. La gattina, infatti, è stata rinvenuta alle 5.00 di domenica mattina.

Non è stato facile – spiega Daniela Gironda – la trappola sembrava ormai un tutt’uno con la zampa lacerata. La gattina aveva continuamente tirato nel disperato tentativo di potersi liberare“.

Purtroppo la zampa si è dovuta amputare ma infine, dopo lunga terapia antibiotica, Hope è salva. La sua esperienza, però, ha tracciato un lungo doloroso segno.

Hope è ora ospite della volontaria. Ha una comoda casetta e la compagnia di altri gattini. La promessa fatta allora, ovvero di trovarle felice adozione, quasi a dispetto dell’inqualificabile quanto ancora ignoto individuo che la voleva morta, non è stata però possibile poterla mantenere. Un’adozione, infatti, non è per Hope cosa semplice. Quella maledetta tagliola è come se avesse lasciato i suoi denti nell’animo di Hope. “E’ diffidente – spiega la volontaria – ma come darle torto? Occorrono attenzioni particolari e già notarla, quando mi avvicino ai gatti, non è proprio cosa immediata“.

Hope è rimasta traumatizzata nell’animo e purtroppo le attenzioni della volontaria non sembrano essere ben recepite. Senza una zampa e con quella tagliola che forse dal suo pensiero non è mai andata via.

Inutile aggiungere che Daniela Gironda è sola, come altri volontari. Per capirlo, basta ripercorrere quella sera maledetta. Hope, l’avevano sentita in molti, ma nessuno è intervenuto. Storie di animali e di volontari in una città che non è ancora riuscita ad inaugurare il suo canile, completato già nel 2008. Prima o poi, un equilibrio si trova, magari stando zitti e interessandosi ad altro. C’è però chi non riesce, ed allora sorgono i problemi ma anche le speranze, come nel caso di Hope. Speriamo che il suo nome si concretizzi veramente e che  la gattina amputata nel corpo e nell’animo possa trovare al più presto la sua serenità.

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