GEAPRESS – Una morte orrenda aggravata dal fatto che, stante la denuncia degli animalisti, le telefonate di soccorso non sarebbero mancate. Un cane randagio di contrada Sambatello, nell’entroterra di Gallico, lungo l’omonima fiumara del quartiere di Reggio Calabria. Inseguito forse da altri cani, il randagio, saltando un muretto, è finito all’interno di un contenitore pieno di una sostanza catramosa. Il povero animale, ha tentato più volte di divincolarsi. I suoi guaiti si sono uditi tutta la notte tra venerdì e sabato scorso finché, la mattina successiva, un ragazzo del posto ha raggiunto la fonte di quei lamenti.

Il cane è ancora vivo. Si tenta di liberarlo, ma il catrame si è indurito. Le zampe e buona parte del corpo sono ormai come cementati. Arrivano altre persone, si continua nei tentativi di salvataggio. Si utilizza come leva un bastone, ma non c’è niente da fare. Le telefonate di soccorso, intanto, continuano. Nessuno, denunciano poi gli animalisti, si precipita per salvare il cane. Il fusto è pesantissimo e ribaltarlo, ammesso poi che ci si riesca senza l’intervento di un mezzo meccanico, potrebbe peggiorare le cose.

Infine il tam tam dei soccorsi giunge all’Associazione Dacciunazampa onlus, i cui volontari si precipitano sul posto. Il cane, però, è nel frattempo morto. A quanto pare è spirato alle 11.30 della giornata di sabato. Le accuse degli animalisti sono ora pesantissime. Ci sarebbe stato pure chi, al telefono, avrebbe risposto che il cane poteva morire. I volontari di Dacciunazampa, molto attivi nei luoghi, vogliono ora denunciare il tutto. Capire cioè come, nonostante le richieste di soccorso, un cane possa essere rimasto intrappolato in quella melma catramosa fino alla morte. Non per pochi minuti, ma per numerose ore.

Cose di questo genere non possono passare inosservate – dichiara a GeaPress Candida Naccarato, Presidente di Dacciunazampa onlus – Non riesco neanche per un solo momento a non pensare alle sofferenze di quel povero cane. Eppure – ha aggiunto Candida Naccarato – ci risulta che è stato cercato più volte aiuto, ma inutilmente”.

I fatti sono occorsi venerdì notte. Il povero cane è morto sabato alle 11.30. Indovinate dove è ora? A chiedercelo retoricamente è la stessa Presidente dell’Associazione animalista. Non osiamo rispondere. Basta già il tono. Il cane si sta liquefacendo sotto il sole. Forse solo domani, verrà qualcuno a toglierlo.

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