GEAPRESS – Fiumara di Rosario Valanidi, a sud di Reggio Calabria, oltre l’aeroporto. C’è chi sa tutto ma non vuole parlare. Tanta è la paura da essersi convinto a chiamare i volontari di Dacciunazampa Onlus solo dopo tre giorni da quella scena di inaudita violenza. “Rosario”, così è stato chiamato dai responsabili della Clinica Veterinaria di Reggio Calabria, è rimasto nella fiumara per tre giorni. Guaiti e tentativi disperati di riuscire a sottrarsi a quel tormento di ciotoli. Ed invece Rosario, cagnolino di circa due anni, polifratturato, è rimasto tre giorni nella fiumare prima che qualcuno si convincesse a fare quella chiamata ai volontari. Infine  oggi, giorno di Pasqua, intorno alle 11.00, è scattato l’allarme.

Rosario, stante il racconto di chi non vuole parlare, è stato preso a bastonate. Poi, il “volo” nella fiumara.

“Ormai cerco di affrontare le cose con freddezza – riferisce a GeaPress Candida Naccarato, volontaria di Dacciunazampa Onluns – perchè, forse, se ti fermi a pensare è ancora peggio. Abbiamo raggiunto la fiumara, immobilizzato il cane che cercava di mordere,  abbiamo inserito la musuerola ed una volta sistemato nella copertina  lo abbiamo trasferito in clinica“.

Rosario ha il bacino fratturato in più punti. Del resto, come dice chi non vuole parlare, le bastonate sono state molte. Per capire quali danni ha subito la colonna vertebrale, bisognarà però sedare il cagnolino ed eseguire lastre più particolareggiate. Si saprà martedì.

Reggio Calabria ha un canile nuovo ma chiuso – spiega Candida Naccarato – non è dato sapere dove si devono portare i cani e l’altro giorno,  telefonando ad un ufficio comunale per una informazione personale, appena hanno capito chi ero mi hanno subito scaricato l’ennesima segnalazione.  Ma non deve essere il Comune – si chiede retoricamente la volontaria animalista – a farsi carico del problema randagismo?”.

Gli animalisti non sono stanchi di intervenire, bensì di non sapere dove portare i cani dimenticati dalla città. Le cure e le degenze del povero Rosario, avranno indubbiamente un costo elevato. Ci sono poi i cani randagi da tenere a pensione e le chiamate (Comune compreso) da smistare. Il canile è chiuso e chissà quando aprirà. I volontari avevano partecipato alla gara che è sfociata in un contenzioso. Il vincitore è stato evidentemente criticato e poi quella cifra al ribasso.

Così vanno però le gare. Si bada ai soldi da spendere. Sui requisiti richiesti in giro per l’Italia, si potrebbe invece dire qualcosa. C’è pure chi (non è il caso di Reggio Calabria) ha affidato il canile della città ad una ditta di derattizzazione. La chiusura, a Reggio Calabria, non dipende  da chi ha vinto e neanche  dal contezioso. Altri motivi. Sebbene inaugurato, non è mai stato aperto.

A farne le spese sono i vari “Rosario” di Reggio Calabria. Bastonati, gettati nel greto della fiumara ed in attesa per ben tre giorni che la paura diminuisca. “In cinque minuti, stamattina, abbiamo fatto tutto – precisa ancora Candida Naccarato – preso il cane, passato il ponticello di legno sul fiume e via dal veterinario. Non voglio pensare a niente“.

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