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GEAPRESS – Una storia purtroppo di ordinaria crudeltà. A pensarlo è la Lega Nazionale per la Difesa del Cane che ricorda quanto  si sarebbe consumato all’inizio del mese in una località della provincia di Ravenna: un uomo che  imbraccia il fucile e spara contro un gatto uccidendolo.

Secondo quanto riportato dagli animalisti il povero micio sarebbe stato “colpevole” di avere fatto scattare l’allarme dell’azienda dove lavorava il presunto sparatore.

I Carabinieri, accorsi sul posto a seguito dell’allarme, hanno sentito lo sparo e recuperato il corpo senza vita del felino. L’uomo avrebbe così ammesso di aver fatto fuoco sul povero gatto perché, con frequenza, faceva scattare l’allarme. Denunciato a piede libero dovrà rispondere dell’accusa di uccisione di animale.

La Lega Difesa del Cane ricoda che , ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice Penale, l’uccisione di animali per crudeltà o senza necessità è un reato punibile con la reclusione da tre a diciotto mesi. I gatti liberi, inoltre, sono tutelati dalla Legge 281/91 che ne vieta il maltrattamento e ne consente la soppressione solo se gravemente malati o incurabili.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane si costituirà parte civile nel procedimento a carico dell’animalicida, come previsto dalla Legge 189/2004, per seguire da vicino la vicenda e verificare che venga fatta giustizia con l’applicazione di una condanna esemplare, perché non accadano più fatti di questo genere.

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