GEAPRESS – Sarebbero state interessate pure le Autorità delle ambasciate croata e serba, in merito al ritrovamento di alcuni cani di tipologia Pit bull, nell’allevamento abusivo di San Zaccaria, nei pressi di Ravenna (vedi articolo GeaPress). Il recidivo che aveva ripreso, a quanto pare, l’attività di allevamento nella struttura già sequestrata lo scorso agosto (vedi articolo GeaPress) non solo si era trasferito nel ravennate dopo gli interventi a suo danno avvenuti nella città di origine, ovvero Cesena (vedi articolo GeaPress) ma è stato trovato in possesso di passaporti per i cani, di origine serba ma con microchip croato.

Sulla pista serbo-croata sta indagando il Comando dei Vigili Urbani di Ravenna, congiuntamente al Corpo Forestale e alla locale ASL. Le Autorità di entrambi i paesi non sembrano però collaborare granchè. C’è da capire, in particol modo, se i passaporti erano funzionali a coprire l’operazione di taglio delle orecchie, vietata in Italia ma consentita in quei paesi, o trattavasi effettivamente di cani importati.

Un fatto, nel caso, potenzialmente inquietante. Sia la Serbia che la Croazia, hanno a dir poco una legislazione carente in tema di combattimenti. Figuriamoci il taglio di coda ed orecchie. Non ha mai avuto un risvolto giudiziario, ma negli anni d’oro dei combattimenti tra cani in Italia (ovvero tutto l’ultimo decennio del secolo scorso) il campione di lotta della città di Palermo (seconda, per importanza del fenomeno, solo a Napoli) era un incrocio di pit bull e molossoide, proveniente dalla Croazia. Il sospetto degli inquirenti è che potesse essere arrivato in un contesto di traffico di armi proprio con quel paese. Il cane sarebbe appartenuto ad un capomafia di Corso dei Mille, ovvero appartenente ad una delle famiglie mafiose più sanguinarie di Palermo, e temporaneamente ceduto per gli incroci di alcuni allevamenti abusivi non solo di Palermo ma anche del centro della Sicilia.

Recentemente un dossier della sezione di Animalisti Italiani di Torino, è stato consegnato alla Task Force del Ministero della Salute, istituita dal Sottosegretario Martini ed operante congiuntamente al NAS di Carabinieri, su strani allevamenti in realtà insistenti in Italia, ma apparentemente figuranti all’estero (vedi articolo GeaPress). Alcuni di questi soggetti, sono risultati essere in combutta con allevatori russi e serbi specializzati in tipologie (ed usi) di cani ben precise.

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