GEAPRESS – Nessun gatto è stato crocifisso a Vittoria o in altre zone della provincia di Ragusa. Due fatti gravissimi, comunque, ma nessuna rivisitazione mistica messa in atto per torturare i due poveri gattini. In un caso, poi, è pressoché certo che il povero animale sia rimasto bloccato da un “cappio” per conigli, molto in uso tra i bracconieri.

Il primo episodio ha riguardato, pochi giorni addietro, un gattino nero, ora ribattezzato “Saved”. Di lui, in realtà, si sa molto poco. Nessuna denuncia risulta essere stata presentata e così, probabilmente, sarà destinato ad essere. E’ addirittura molto poco chiaro lo stesso luogo del ritrovamento. Fatto, questo, che potrebbe fare presupporre alla crudele ripicca di qualche vicino o un sinistro messaggio di un cacciatore, visto che il povero “Saved” è stato poi centrato da una rosa di pallini di piombo. Nessuna crocifissione e nessun paletto a forma di croce. Il gattino, in realtà, è stato trovato in posizione distesa, legato tra due paletti metallici tramite fili di ferro. L’uno alla zampa posteriore destra. L’altro all’anteriore sinistra. Sospeso in aria, dunque, tra due paletti.

Sul caso stanno ora indagando le Guardie Zoofile dell’ENPA. Il gattino è attualmente in cura presso il Centro Veterinario Rondoni di Vittoria (RG). Il dott. Stracquadanio riferisce a Geapress di dodici pallini da caccia (vedi fotografia) che, per fortuna, non hanno leso organi vitali. Il gattino, probabilmente, dovrà conviverci per tutta la vita.

Secondo Antonio Tringali, Coordinatore siciliano dell’ENPA, non si tratta di un gatto randagio. Dalle caratteristiche del micio, si evidenzia in maniera pressoché certa che la vita del povero gattino si era finora svolta tra le confortevoli mura domestiche. Un animale di circa un anno, molto docile. Fatto, quest’ultimo che potrebbe avere agevolato l’opera del suo torturatore. Il gonfiore delle zampine, riferisce il dott. Stracquadanio, sta lentamente passando. “Saved” ha già trovato l’adozione.

Molti meno misteri, invece, per un secondo gatto, anch’esso veicolato come crocifisso, ma in realtà rimasto bloccato in una trappola per conigli, nelle campagne tra Vittoria e Comiso. La fattura del cappio metallico, al quale è stato trovato legato per un arto posteriore, è pressoché perfetta, tipica delle trappole per conigli. Questo secondo il dott. Emanuele Occhipinti del Centro Veterinario Kasmeneo di Comiso che ha attualmente in cura il gatto. Si tratta di un animale padronale di nome “Teo”, scomparso dal giardinetto di casa alcuni giorni addietro. Iniziate subito le ricerche da parte dei proprietari, è stato infine trovato. Ad una zampa aveva però stretto il cappio metallico. La morsa gli aveva talmente tanto stritolato l’arto che è stato necessario ricorrere, per la rimozione, ad un intervento chirurgico effettuato in anestesia totale. Un bel gattino, di colore arancio ed anch’esso maschio di circa un anno di età. In questo caso, almeno, nessun pallino da caccia.

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