GEAPRESS – Sono confermate ma con l’aggiunta di particolari agghiaccianti, le prime indiscrezioni giunte nel settembre scorso in merito ad uno dei due gatti martoriati in provincia di Ragusa e dei quali, sbagliando grazie anche a veloci copia incolla, venne riferita dell’avvenuta crocifissione (vedi articolo GeaPress).

Le novità sarebbero relative al primo gatto, ovvero quello ribattezzato “saved”, mentre per il secondo (anch’esso presentato come vittima di una crocifissione) parrebbe potersi confermare l’ipotesi di un crudele cappio metallico in uso tra i bracconieri.

Il fascicolo per ora aperto contro ignoti ed affidato alle Guardie Zoofile dell’ENPA di Ragusa, ha ricevuto un nuovo input alle indagini da parte del Pubblico Ministero dott.ssa Monica Monego. Le risultanze delle investigazioni condotte dalle Guardie ENPA potrebbero riservare gravi e sconcertanti verità.

Il gatto, con dodici pallini da caccia in corpo, venne trovato steso tra due lacci metallici, ma non crocifisso. Anzi, la posizione era più orizzontale che non verticale, come nelle crocifissioni. In aggiunta a ciò, parrebbe che nella parte superiore del corpo esposta dalla singolare quanto crudele posizione, qualcuno potrebbe avere passato un ferro rovente. Il povero micio ha, inoltre, una frattura al treno posteriore ma non sarebbe stato possibile, fino ad ora, identificarne la causa.

Quando si venne a sapere della notizia, colpì la mancata denuncia da parte di chi aveva trovato il micetto, forse gli stessi padroni. In continuità con quanto già supposto, il gatto parrebbe essere proprio padronale. Una vicenda inquietante, sulla quale, certamente, continueranno ad indagare le Guardie dell’ENPA.

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