GEAPRESS – Una scena dell’orrore, quella prospettatasi due giorni addietro ad Assunta Lucenti, un’animalista della provincia di Ragusa. Assunta si stava recando presso un vicino rifugio di cani, tra Vittoria e Comiso. Lungo la strada quella che di fatto è una discarica, abusiva. Tra cumuli di immondizia, materassi ed elettrodomestici, una sagoma strana. Sembra quasi una scultura ricreata su una calco. Come le statue di gesso di uomini e cani realmente esistiti, che sono esposte a Pompei. In questo caso, però, il colore è quello della terra.

Assunta si avvicina, non riesce a credere a quello che vede. Un cane, uniformemente coperto di fango secco, eccetto che nella parte posteriore sinitra dove però risulta scarnificato. Poi due corde ripetutamente avvolte nel bacino che, all’apparenza, sembra distrutto. Ossa rotte, addirittura spezzate o mancanti. Ad un moncherino, ad esempio, è ormai ridotta la zampa posteriore sinistra.
“Mi chiedo cosa possa essere succeso a quel cane – riferisce Assunta Lucenti a GeaPress – ma penso che la cosa più probabile sia una orrenda tortura. Forse – aggiunge l’animalista – è stato poi trascinato fino a quel luogo, spiegando così la scarnificazione”. Le fratture appaiono però un po’ ovunque, forse anche nelle zampe anteriori. Di certo, qualsiasi cosa era capitato, quel cane aveva fatto una brutta fine.

La storia del cane di fango ha avuto localmente un ampio eco. Una seconda persona, che aveva anch’essa notato la scena, ha provveduto a chiamare i giornalisti. Quel luogo, però, è di fatto una discarica, sebbene abusiva. Non è da escludere, pertanto, che quel cane, a prescindere dalla possibile fine orrenda, sia stato trasportato nel luogo tramite una corda che lo avvolgeva per le zampe. Una automobile, cioè, lo potrebbe avere trascinato fino allo “smaltimento”. Mistero sul fango, in effetti insolito. In quelle zone, recentemente, ha piovuto parecchio ma di certo non fino a provocare allagamenti e morie di animali nel fango. Forse un diseppellimento, chissà dove e chissà perchè. Magari dopo una tortura, smaltita poi in discarica abusiva.

Il corpo, ieri mattina, è stato rimosso dagli addetti.

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