GEAPRESS – Quale sia la sua storia nessuno lo sa. Di sicuro è stato trovato nella provincia di Ragusa e le zampe gli sono state amputate in tempi diversi. Non ce la siamo sentita di pubblicare le foto senza oscurarle, ma (avendole viste prima) possiamo assicurare che “amputare” è il verbo sbagliato. Forse “spezzare” è più giusto. Lui stava inerme gettato in terra in una campagna tra Vittoria e Ragusa. Sembrava morto, dicono le tre persone che casualmente si sono accorte di lui. Poi si sono avvicinate e lui le ha guardate. Incredibilmente, pure con le ossa di fuori dell’ultimo lavoretto, era ancora vivo. Appena ti guarda esprime subito la gioia di vivere e, per quanto gli è possibile, fa pure festa a chi lo ha trovato.

Poi la chiamata alla volontaria animalista e l’incredibile ripetersi della scena. Straziante, che ti toglie ogni speranza e per questo (confessano i “disperati” volontari) avevano pensato che fosse più giusto eutanasiarlo. Ma ogni volta che ti guarda è una fitta nel cuore. Un pensiero, appunto, disperato, apparso in quel contesto una sola volta ed andato via subito. Subito la corsa dal veterinario. Anzi una veterinaria che sta affrontando di cuore una emergenza che del raccapriccio ne avremo solo il ricordo minore. Stamani il povero cagnetto con tre zampe …. gettate via da qualche sadico, verrà operato. Bisognerà poi pensare alla degenza e ad una sistemazione definitiva.

Ci sarà pure qualcuno che costruisce carrellini particolari. Non per due, come solitamente capita, ma per ben tre zampe … amputate. I volontari chiedono di non essere lasciati soli e con piacere li seguiremo. Speriamo solo che nessuno dica che il responsabile di simile scempio, rischia la reclusione. A questo, ormai non ci crede più nessuno. Non per colpa dei Giudici ma della legge. Intanto per chi volesse aiutare “lui”, fornire anche un suggerimento su dove acquistare (o magari donare) un carrellino o, nella migliore delle ipotesi, accompagnarlo anche in una sistemazione definitiva, questa è la mail che GeaPress mette a disposizione dei lettori info@geapress.org. Verrà poi girata ai volontari.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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