GEAPRESS – Giunti in via Hamilton i Carabinieri del Comando Stazione di Racalmuto, hanno visto una lunga scia di sangue. L’hanno seguita con l’ausilio delle torce fino alla stradina ancora più buia della stessa via Hamilton. Il cane era li, in terra, sfigurato ed agonizzante. Un maschio adulto, di media taglia, colore chiaro. I Carabinieri sono certi che il grosso petardo, tipo “bengala” glielo avessero piazzato in bocca, forse attirandolo con del cibo. Sta di fatto che il povero cane è letteralmente esploso in aria. Oltre alla scia anche gli schizzi di sangue nel luogo del botto udito da qualcuno quasi contemporaneamente ai guaiti del povero cane. Poi la chiamata ai Carabinieri.

Al cagnolino era rimasta la forza per rifugiarsi in un luogo ancora più buio della periferia di Racalmuto, lungo una via, dicono gli inquirenti, trafficata a quell’ora dal traffico in uscita dal paese. Dal vicino bar pizzeria, qualcuno ha sentito altri no. Nessuno ha visto, però ,automobili andar via. L’ipotesi più accreditata è che si tratti dell’orrenda bravata di uno o più ragazzi. I veterinari dell’ASP di Agrigento, chiamati sul luogo, hanno soccorso il cane ma hanno dovuto provvedere alla soppressione. Non c’era più niente da fare, dicono. Le condizioni erano gravissime e le lesioni irrisolvibili. Un potere detonante non indifferente, sebbene il petardo, dicono sempre gli inquirenti, sia di libera vendita.

I Carabinieri sono ora determinati a trovare il colpevole. La vicenda ha scosso in molti ed alcuni ricordano quanto successo circa tre anni addietro. Una volpe, portata  già morta in una piazza del paese e data dalle fiamme. Ore il cane, vivo, con il petardo esploso in bocca.

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