GEAPRESS – A dire il vero la questione sollevata dai proprietari di un cavallo, diciassette cani e numerosi gatti, sembra più relativa ad una persecuzione messa in atto dal Comune, che non ad una azione dettata dal buon senso. I due residenti del Comune di Vauda Canavese (TO) vero è che detenevano tutti questi animali, ma in un appezzamento di cinquemila metri quadrati all’interno del quale vi era (solo) la loro abitazione. Niente da fare. Secondo il recente Regolamento comunale non si potrebbe, ed in base a ciò il Sindaco emana una Ordinanza che dispone l’allontanamento del cavallo, di quattordici cani, mentre, per quanto riguarda i gatti, devono essere limitati a non più di cinque.

I coniugi fanno, ovviamente, ricorso al TAR e dopo l’avversa sentenza, al Consiglio di Stato. Quest’ultimo da infine loro ragione e bacchetta l’invadente Comune. Non solo i proprietari degli animali non erano stati adeguatamente informati dell’emanazione del Regolamento comunale, ma lo stesso è applicabile quando gli animali sono esclusivamente detenuti in abitazioni o comunque unità immobiliari. Non certo quando hanno spazi idonei alla detenzione come il giardino di cinquemila metri quadrati che circonda l’abitazione dei coniugi la quale (peraltro) non tenevano alcun cavallo in salotto!

Vi è poi una legge regionale che prevede delle limitazione, comunque non specificate in un limite numerico, ma solo quando sono riscontrate carenze igieniche tali la ledere aspetti di salute pubblica, così come il benessere degli animali. Cosa che evidentemente, nel caso di Vauda Canavese, non era. Ovviamente il Sindaco aveva solo intimato, senza chiedersi dove portare gli animali di due suoi cittadini. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).