GEAPRESS – Ricorrono in questi giorni, due anni dalla vicenda del cagnetto di Sorso, in provincia di Sassari. I fatti accaddero nel novembre 2009. Qualcuno legò il povero cagnetto bianco ad un palo, lo cosparse di una sostanza infiammabile e gli dette fuoco. Si salvò perchè le fiamme bruciarono la corda riuscendo a fare allontanare il cane dal terreno anch’esso in fiamme. Soccorso dai volontari, venne portato in un ambulatorio veterinario, ed infine salvato nonostante le gravi ustioni. Venne, poi, adottato da una comunità di recupero dalle tossicodipenze.

Allora si gridò allo scandalo. Si presentarono denunce, si richiamò la storia avvenuta un anno prima di una cagnetta uccisa a colpi di bastone. L’auspicio era che il folle che aveva dato fuoco, finisse in galera, non sapendo che l’applicazione della legge 189/04 evita accuratamente le reali possibilità di trascorrere in prigione anche un solo secondo di condanna definitiva. In aggiunta a ciò in Italia è anche possibile essere colti in flagranza di reato mentre si da fuoco al proprio cane dopo averlo preso a bastonate con una pala, ed essere solo denunciati (come costringe la legge) a piede libero (vedi articolo GeaPress).

Ad ogni modo a Sorso non fu possibile rintracciare il responsabile, ma il verificarsi di un nuovo grave atto di maltrattamento di animali, rappresentò la goccia pronta a fare traboccare il vaso. Petizioni da inviare al Sindaco, ai Carabinieri, alla Procura, poi il Ministero della Salute e le autorità sanitarie locali. A coordinare il tutto la Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Alghero e la sua Presidente Eva Bianchi.

Poi, forse, qualcuno approfittò dei buoni intenti, ed al Comune arrivarono mail minacciose. Le cose presero una brutta piega e venne pure messa in circolazione la storia che il primo cagnetto di Sorso, quello finito a bastonate, era stato inventato di sana pianta. Un’accusa grave, in primis per la memoria del povero cagnetto. Poi, infamante per i volontari. Ma questo è niente. Eva Bianchi venne denunciata, non proprio dal Sindaco ma comunque da una autorità locale. Aveva infangato il buon nome della comunità. Il cagnetto bianco, però, nessuno poteva negarlo, ed Eva Bianchi, di recente è stata prosciolta da ogni accusa ed il procedimento penale aperto a suo carico, archiviato.

Non fatevi intimorire – dice Eva Bianchi a GeaPress – denunciate sempre, non bisogna lasciare impunite queste cose. I Comuni sono le autorità competenti in tema di randagismo“.

Il cagnetto sta bene, ed è questo quello che importa. La Lega Nazionale Difesa del Cane continua la sua attività in difesa degli animali, ma in tutta la storia c’è qualcosa che non quadra. Si può finire denunciati perchè, chiedendo un diritto, c’è chi sostiene che si infanga il buon nome di un luogo?

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