cane bruciato
GEAPRESS – “In tanti anni di attività di volontariato non ho mai visto niente del genere“. A riferirlo a GeaPress è Giulia D’Oriano che stamani, nel rione Toiano a Pozzuoli (NA), si è imbattuta in un cane  in stato di shock.

Un grosso cane, forse un incrocio di Pit bull, che presentava ampie porzioni del corpo annerite da quelle che sembravano diffuse bruciature. Croste che si sollevavano dalla carne e segni di ferite forse riferibili a combattimenti. La volontaria ha provveduto a fornire acqua al povero cane ed a mettersi in contatto con la Polizia Municipale. Da qui la chiamata all’ASL Napoli 2.

Sul posto sono intervenuti gli operatori addetti al prelievo.

Desidero ringraziarli – dichiara Giulia D’Oriano – sono stati molto gentili e professionali. Hanno subito capito la gravità della situazione. Solo domani si saprà sullo stato di salute del cane, ora ricoverato dall’ASL“.

Giulia ha notato il povero cane mentre era intenta nel solito giro di accudimento per i randagi.  “Spero si possa salvare – aggiunge la volontaria –  Sono sconvolta per quanto successo“.

Oltre alle bruciature, il cane presentava l’asportazione dei polpastrelli dalle zampe posteriori e la zampa  anteriore sinistra fratturata. Poi le vistose bruciature, specie sul dorso e nel viso. Gli occhi, al momento del ritrovamento, erano chiusi. Un  cane, molto probabilmente, torturato.

Un nuovo caso di maltrattamento, che fa seguito ad altro cane combattente lanciato, appena pochi giorni addietro, da un’auto in corsa nell’immondizia della città di Palermo (vedi articolo GeaPress).

Eppure, nonostante la crudeltà di tali atti, la legge italiana contro i maltrattamenti in danno agli animali, non prevede l’arresto in flagranza di reato. Solo una denuncia a piede libero per un reato che non porta, a condanna avvenuta, neanche ad un secondo di prigione. Questo nonostante le pene reclusive previste, ed i proclami che sottolineavano la possibilità di finire in prigione a seguito dell’approvazione della legge 189/04. Le pene previste in realtà sono molto al di sotto della soglia di punibilità. Manca, cioè, l’esecutivà della pena.

Solo nel caso dei combattimenti, è previsto l’arresto in flagranza, peraltro in forma facoltativa, ma solo per particolari categorie di persone coinvolte nel fenomeno e molto difficili da individuare.

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