pit pozzuoli
GEAPRESS – E’ morto nel corso della notte a seguito delle gravi ferite subite, il cane Pit bull torturato e bruciato ancora in vita a Pozzuoli (NA).

Alla volontaria che lo aveva trovato ieri in strada in preda ad uno stato di shock (vedi articolo GEAPRESS), la notizia è stata riferita dall’ASL 2 di Napoli che aveva preso in cura il povero cane. Si trattava di un animale  microchippato. Il proprietario lo stava cercando da ieri mattina. Non è escluso che la vicenda diventerà ora oggetto di denuncia.

Nel referto che dovrebbe già essere stato stilato, sarebbero confermate tutte le peggiore previsioni. Il cane, cioè, è stato prima torturato (non è ancora esclusa l’ipotesi del combattimento) e poi dato alle fiamme. Lo volontaria lo aveva trovato con il corpo diffusamente annerito e con croste sollevate dalla carne. Oltre ad una zampa fratturata ed ai polpastrelli amputati delle zampe posteriori, il cane presentava  ferite agli organi interni. I segni delle bruciature erano particolarmente evidenti nel volto e sul dorso.

Difronte a fatti di inaudita violenza non si può che sottolineare l’inadeguatezza della legge contro i maltrattamenti. Presentata come quella che avrebbe mandato in galera i responsabili di uccisioni e maltrattamenti, non prevede in realtà neanche l’arresto in flagranza di reato. Le pene detentive previste, sono poi ben al di sotto della soglia di punibilità. Tutti a casa o al massimo sotto processo (salvo Decreto Penale di Condanna e pena ridotta) per pagare una multa.

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