GEAPRESS – Ed infine eccoli qui. I cuccioli di provenienti dall’est Europa salvati dai Finanzieri della Tenenza di Lauria (PZ). Al chiuso di un furgone i piccoli chihuahua, carlino e cavalier king, presi subito in consegna inizialmente nella caserma della Guardia di Finanza. Tolti così al losco traffico che (senza alcun documento sanitario ne microchip) li stava trasportando dall’Ungheria, fino alle tappe calabresi e siciliane. Non stavano mai fermi ed hanno così vivacizzato non poco l’intera Tenenza di Lauria, giustamente soddisfatta del lavoro compiuto.

I poveri cuccioli aveva avuto una prima tappa a Napoli, dove il primo trafficante li aveva ceduti al guidatore del furgone, originario di Caserta, fermato dai militari sulla A3 Salerno-Reggio Calabria, nei pressi di Lagonegro. Secondo la Finanza la Basilicata è uno snodo cruciale di questi traffici. Una tappa importante per smerciare cuccioli a basso prezzo (ma dagli alti guadagni) tra Puglia, Campania, Calabria, fino alla Sicilia. Decine di migliaia di piccoli cani allevati in Ungheria, Repubblica Ceca e Romania. Spesso senza valide garanzie sanitarie, ed anche in condizioni igienico sanitarie disastrose. I Finanzieri hanno denunciato i trafficanti per “traffico illecito di animali da compagnia” e “introduzione illecita”, due reati appositamente previsti dalla legge 210 del 2010, altresì nota come “legge cuccioli”.

Il provvedimento, in effetti, recepisce una vecchia direttiva dell’Unione Europea, sostanzialmente ignorata dall’Italia fino al recente impegno del Ministro Frattini e del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. L’improvvisa introduzione di cani dall’est Europa, immediatamente conseguente all’abbattimento delle barriere politico economiche della defunta cortina di ferro, ha comportato fin dagli inizi degli anni novanta, l’introduzione di ceppi patogeni che, seppur appartenenti a malattie molto diffuse (come cimurro e gastroenterite emorragica), non erano ancora presenti nel nostro paese. Di fatto anche i cani adulti, notoriamente più resistenti, morirono per malattie tipicamente diffuse nelle fasi giovanili. I nostri vaccini, infatti, non erano stati preparati sulla base di ceppi ancora non noti.

Purtroppo i prezzi altamente competitivi e la scarsità di adeguati controlli veterinari, hanno mantenuto negli anni commerci di cuccioli di cane appartenenti soprattutto a varietà da compagnia. Come quelli ieri sequestrati dalla Finanza. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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