GEAPRESS – Il grosso cane randagio centrato da un fucile da caccia alle porte di Castelvetrano (TP), è ora a Biella ospite della LEAL (Lega Antivisezionista). La sua storia, narrata in più (tragiche) tappe da GeaPress (vedi articolo) aveva commosso migliaia di persone. La storia di Pollicino è innanzi tutto la storia della Signora Mirella della LIDA di Castelvetrano. Lei, una sua amica ed altri sette cani, fini tragicamente. Pollicino fu il primo. A Mirella, qualcuno glielo aveva detto. Pollicino dava fastidio ai conigli selvatici. Poi venne Luca (vedi articolo GeaPress) trovato morto, sempre sparato. Poi Lorenzino (vedi articolo GeaPress). Di Tommasino, il quarto dei fratelli, e di altri tre cani, non si è saputo più niente.

Pollicino è arrivato all’aeroporto di Linate venerdì scorso. Oltre a Simone, Responsabile della LEAL di Biella anche due volontarie, tra cui una ragazza svizzera, che Mirella si era preoccupata di far trovare nell’aeroporto milanese. Pollicino ha viaggiato tranquillo dentro un grosso trasportino. Fino all’ultimo le precauzioni dei due eccezionali veterinari di Castelvetrano che per due mesi l’hanno avuto in cura. A Linate le premure sono subito state trasferite nelle mani dei nuovi volontari che hanno trasferito subito Pollicino nella nuova casetta.

Per ora piove – dice a GeaPress Simone della LEAL di Biella – e Pollicino è tranquillo in un mega cuscino fatto di paglia. Praticamente sprofonda lì dentro. Appena finirà di piovere – aggiunge Simone – contiamo di fargli fare delle passeggiate nel bosco, in un posto tranquillo“.

Chiediamo a Simone come reagisce Pollicino. Il cane, purtroppo, ha perduto la vista in entrambi gli occhi così come, sempre dopo lo sparo che gli ha invaso il cranio di pallini di piombo, ha perso molta mobilità.

E’ vero – conferma Simone – Pollicino non è molto reattivo. Per ora mangia e beve, e va bene così. Ieri ha iniziato ad interagire e muove la coda appena ci sente. Siamo felicissimi di averlo con noi. Chissà quante ne avrà passate, e quante ne avrà passate Mirella. Nel dare aiuto a Pollicino – conclude Simone – abbiamo pensato anche a lei. Speriamo di aver fatto una cosa utile“.

A giorni i volontari inizieranno a vagliare le proposte di adozione. Era tutto già organizzato e non dovrà subire altri eccessivi spostamenti. Rimarrà in loco ed intanto continuerà ad avere quanto gli occorre. Grazie a Mirella, a Simone, alla LEAL ed a tutti quelli che, ogni giorno, si prodigano per gli animali.

Storia avviata a conclusione, ma da non dimenticare. Pollicino reagisce poco, chissà se per un problema neurologico causato dai pallini o per qualcos’altro. A noi di GeaPress rimane il dubbio su cosa Pollicino abbia visto nell’ultimo frammento di luce impresso nella sua memoria. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).