GEAPRESS – Sabato scorso GeaPress ha diffuso la notizia del sequestro amministrativo di diciassette cuccioli di cane provenienti dall’est (vedi articolo GeaPress) e venduti via internet. Il paese di provenienza era l’Ungheria, mentre i poveri animali avevano come terminale una coppia di Pistoia. Lui originario del luogo e lei proprio ungherese. Tra le notizie diffuse, quella della totale assenza di microchip e vaccinazioni. Una sanzione di 10.000 euro e l’assenza di rilevanze penali. L’operazione è stata condotta dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Pistoia, dalla Polizia Provinciale di Pistoia e dal Servizio della Sanità Pubblica Veterinaria dell’ASP competente territorialmente. GeaPress ha voluto approfondire la notizia intervistando l’Ispettore Capo del Comando Provinciale del CFS di Pistoia Daniele Pieraccioni.

GEAPRESS – Ispettore Pieraccioni, i cuccioli facevano veramente un lungo viaggio.
ISPETTORE PIERACCIONI – Si, venivano presi in consegna al confine o direttamente nel paese di origine. Arrivavano poi a Pistoia, con mezzi non omologati, e da lì partivano le disposizioni per la vendita via internet.

GEAPRESS – A quale prezzo veniva venduto un cucciolo?
ISPETTORE PIERACCIONI – Il prezzo variava da 450-480 euro fino a seicento euro.

GEAPRESS – Comunque sotto i prezzi di un allevamento ufficiale.
ISPETTORE PIERACCIONI – E’ il punto forte di questo tipo di vendita. Gli animali arrivano pronta consegna ed a basso costo. Si trattava di cuccioli di pochi mesi. Dalle scarne notizie iniziali ne è derivato un lavoro investigativo che si è congiunto ad altre indagini scaturite da segnalazioni pervenute anche alla Polizia Provinciale ed all’Azienda Sanitaria. Abbiamo bloccato l’ultimo arrivo di cuccioli.

GEAPRESS – Da quanto tempo andava avanti questo commercio?
ISPETTORE PIERACCIONI – Le posso dire che indagavamo da molti mesi, almeno da questa primavera…

GEAPRESS – Un commercio svolto con continuità?
ISPETTORE PIERACCIONI – Parrebbe di si.

GEAPRESS – Ma dalla documentazione sanitaria non è possibile ricavare una stima dei cani commerciati?
ISPETTORE PIERACCIONI – Guardi le posso dire che, al di là di quelli ritrovati al momento del sequestro, è probabile che trattavasi di parecchi cuccioli arrivati nel corso dei mesi. Ma di più non posso dirle, vi sono indagini in corso.

GEAPRESS – Comunque un lavoro lungo.
ISPETTORE PIERACCIONI – Si, soprattutto se consideriamo i non molti elementi di cui disponevamo all’inizio. Molti controlli su internet, in siti specifici per cani ma anche accertamenti sul territorio.

GEAPRESS – Si è detto che si trattava di un allevamento.
ISPETTORE PIERACCIONI – Mah, al di là di come si presentava non aveva niente di ufficiale. Era una sorta di attività, forse da regolarizzare in futuro, installata alla periferia di Pistoia.

GEAPRESS – Nessuna autorizzazione comunale, tabelle merceologiche o quant’altro.
ISPETTORE PIERACCIONI – No, niente di tutto questo. Anzi l’Assessore Cardelli (n.d.r. Assessore con delega alla Polizia Provinciale) ha sottolineato i rischi, anche sotto il profilo sanitario, di un acquisto di questo genere. Tra l’altro anche per la necessaria profilassi sanitaria è stato disposto il sequestro.

GEAPRESS – Tutto abusivo allora?
ISPETTORE PIERACCIONI – Si, una attività sicuramente non autorizzata.

Pochi costi, assenza di oneri fiscali e larghi margini di guadagno. Un prezzo competitivo per risparmiare sulla voglia di possedere un cane, magari visto da cucciolo in una pubblicità televisiva. (GEAPRESS – Riproduzione riservata senza citare la fonte).