GEAPRESS – Sono finiti in carcere per associazione a delinquere finalizzata al falso, truffa e frode in commercio. Così ha chiesto al GIP la Procura della Repubblica di Pistoia per “la particolare attitudine e pervicacia a delinquere dimostrata dagli indagati“. I tre, una famigliola di Pistoia costituita da padre, madre di origine ungherese e figlio, non solo vendevano i cani sottoposti a sequestro ma addirittura le sim telefoniche, anch’esse sequestrate, divenivano oggetto di una denuncia di smarrimento da presentare, poi, alle compagnie telefoniche. In tal maniera ottenevano lo stesso numero telefonico e potevano riprendere i contatti interrotti con i potenziali acquirenti. I tre, erano in combutta con prestanomi e commercianti stranieri.

L’indagine aveva preso avvio questa primavera ed aveva portato ai primi sequestri già questa estate (vedi articolo GeaPress). Ad intervenire, ora, su mandato della Procura della Repubblica di Pistoia, i Comandi Provinciali del Corpo Forestale di Pistoia e Prato. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati rinvenuti 175 documenti di vendita di cani, 135 passaporti sanitari, vario materiale informatico, telefoni cellulari, computer, medicinali veterinari, siringhe per microchip e documenti contabili. Tutto sequestrato dalla Forestale oltre a 27 cuccioli molto ricercati come animali da compagnia: Carlini, Akita, Sharpei, Labrador.

Importazione illegale dei cuccioli e per questo, in aggiunta ai precedenti reati, violazione della normativa dello scorso 4 dicembre (legge cuccioli) che ha previsto il reato di “traffico illecito di animali da compagnia”.

I tre commercianti mettevano in vendita i cuccioli via internet. Venivano spacciati come provenienti da allevamenti italiani, sebbene in realtà erano presi in consegna al confine o direttamente in Ungheria, per essere trasportati in Italia, peraltro con mezzi non omologati. A Pistoia vi era solo un luogo di momentanea detenzione, del tutto abusivo. Alcuni di questi cuccioli, venduti a prezzi molto competitivi (da 450 a 600 euro) erano afflitti da malattie ed in alcuni casi si era dovuto poi richiedere l’intervento di delicati e costosi interventi chirurgici. Questa primavera erano così iniziate a fioccare le denunce che avevano coinvolto, in una prima fase, anche la Polizia Provinciale di Pistoia.
Da un nucleo limitatissimo di indizi era così partita una indagine complessa condotta dal Corpo Forestale dello Stato fino alla notizia degli arresti di oggi.
L’operazione, alla quale hanno collaborato i Servizi veterinari dell’ASP di Pistoia, è stata presentata stamani nel corso di una conferenza stampa. Il nome con il quale è stato battezzato l’intervento è “Kutya”, ovvero “cane” in lingua ungherese.

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