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GEAPRESS – Sorpreso e  bloccato dal Corpo Forestale dello Stato mentre distribuiva bocconi avvelenati. Le vittime erano gli animali selvatici ed in particolare i predatori come volpi ma anche, per la zona in questione, lupi. Il movente, riferiscono gli inquirenti, potrebbe essere quello venatorio.

E’ accaduto in località Valle dell’Infernaccio nel Comune di Piobbico (PU). Da alcuni giorni il Corpo Forestale dello Stato era sulle tracce dell’uomo. E’ stato infine colto in flagranza in una delle aree naturalistiche più interessanti della provincia di Pesaro e Urbino. Si tratta, infatti, di un’area ubicata alle falde del Monte Nerone e frequentata anche da numerosi escursionisti.

L’attività era semplice quanto micidiale. La persona, conosciuta per la sua attività venatoria ma senza che avesse mai dato adito a sospetti, distribuiva  bocconi avvelenati per poi allontanarsi frettolosamente.

Le indagini sono iniziate lo scorso febbraio, quando i Forestali hanno rivenuto quelli che sembravano bocconi predisposti per l’uccisione della fauna. Fatte eseguire le analisi, si è scoperto che trattavasi di spugne farcite di grasso. L’animale, attirato dal forte odore, le avrebbe ingoiate andando incontro a morte per occlusione intestinale.

Le indagini subito avviate  hanno così portato  alla scoperta di altri bocconi, questa volta imbottiti di lamette e chiodi. Altre esche, risultavano invece intrise con liquido per radiatore. Infine la scoperta del soggetto che, sempre secondo la Forestale, era intento nella distribuzione dei micidiali bocconi. Subito dopo è stata disposta la perquisizione domiciliare nel corso della quale è stato trovato il materiale idoneo alla preparazione delle esche.

La denuncia dalla quale dovrà difendersi è quella di tentata uccisione di animali e  violazione alla Legge 11 febbraio 1992 n.157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” (legge sulla caccia). Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro.

La pratica di distribuire bocconi avvelenati, riferisce il Corpo Forestale dello Stato, rappresenta una illecita e crudele attività che porta a morte gli animali, spesso tra atroci sofferenze, e che può rappresentare un pericolo anche per la sicurezza delle persone.

Proprio per questo è attivo in provincia uno specifico protocollo promosso dalla Prefettura che coinvolge vari Enti e istituzioni come il Servizio Veterinario dell’Asur, l’Istituto Zooprofilattico, i Comuni e il Corpo Forestale dello Stato.

Le operazioni sono state condotte dal personale  dei  Comandi Stazione Forestale di  Piobbico con la collaborazione dei vicini Comandi di Cagli e Mercatello sul Metauro.

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