GEAPRESS –La moria di Piccioni di Palmanova (UD) si è estesa anche ai Comuni limitrofi, Santa Maria la Longa e Ontagnano: epidemia? avvelenamento? L’Assessore alla Sanità del Comune palmarino non esclude nessuna delle due ipotesi, intanto il tradizionale mercato di ferragosto è stato sospeso.

A Laigueglia (SV) la situazione è più definita, tutti i Piccioni raccolti, venti, sono stati sterminati (si sono salvati solo in cinque) con granaglie mischiate ad un forte anestetico di vecchia generazione. Un mix pericoloso per i soggetti più debilitati, usato  anche un mese fa; allora morirono a decine. Da quanto riferiscono i volontari dell’Enpa locale il “fatto” si ripete più volte all’anno, senza che si riesca a trovare i colpevoli.

Ma oltre ai crimini rivolti verso la specie da avvelenatori fai da te, contro i Colombi lo sterminio è anche programmato dalle istituzioni, con piani e programmi che spaziano dal criminale al fantasioso, passando dalle deportazioni alla caccia aperta.
A Padova i Piccioni, colpevoli di “lordare” il centro cittadino, saranno  deportati, nelle riserve di Verona o tedesche. La Ditta modenese Erre2, forte di un appalto pari a 7mila euro, “catturerà” i Piccioni per liberali nella propria riserva di Verona. Potrà anche trasferirli in altre riserve italiane o tedesche.
Chi controllerà le modalità di cattura dei Piccioni? Quale Assessore andrà a verificare lo stato di detenzione nelle riserve?
Il sito dell’azienda specializzata ha un indirizzo web che è tutto un programma “volatili molesti“; specializzata nell’allontanamento del Piccione, specie Columbia livia ‘domestica’, garantisce soluzioni conformi alle leggi vigenti. Quali leggi?
L’ultimo censimento “piccionesco”  quantifica in 512 individui per chilometro quadrato la popolazione urbana dei Piccioni, invece dovrebbero essere in  300/400. A Padova sfamare un Piccione può costare una multa salata, 50 euro.

A Grosseto un Protocollo d’intesa  per il contenimento dei Piccioni è stato sottoscritto tra Comune, Provincia ed Asl. Azioni ed interventi biennali per il contenimento della popolazione urbana. Il Comune istituirà il divieto di alimentazione dei colombi in tutto il territorio urbano e la limitazione, in campo urbanistico, di tutte quelle tipologie architettoniche che possano favorire la sosta o la nidificazione.
La Provincia “che per legge ha competenze specifiche sulla gestione della fauna selvatica (nel 2009 la Regione Toscana, anche sulla scorta  di una precedente sentenza della Corte di Cassazione, ha approvato una delibera, la 390/2009, che assimila i piccioni alla fauna selvatica)” si legge nel Protocollo d’intesa “ha il compito di autorizzare interventi per controllare la popolazione dei piccioni, finalizzati a limitare i danni alle produzioni agricole e agli allevamenti zootecnici”. In italiano si legge: doppiette! La conferma dalle dichiarazioni del Presidente della Provincia, Leonardo Marras “grazie a questo nuovo strumento aggiungiamo una nuova tessera al puzzle delle azioni di contenimento della fauna nociva”, “come in altri contesti la Provincia si avvarrà della collaborazione con l’Atc (Ambito Territoriale di Caccia)”.
La Asl 9 valuterà la consistenza numerica della popolazione e sperimenterà le ‘colombaie controllate’, ovvero grandi voliere aperte.

A Fabriano (AN) è già in atto il “controllo” dei Piccioni cittadini con i Falchi di Harris (Parabuteo unicinctus), originari del sud America. Prigionieri costretti a scacciare gli autoctoni dal loro territorio.

Non c’è pace per la Colomba della pace!

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