GEAPRESS – Frida era gravida. Stava forse nell’unico punto di Piazza Armerina (EN), fino a mercoledì scorso scampato dagli avvelenamenti. Piazza Boris Giuliano, in ricordo del Commissario della Questura di Palermo, ucciso dalla mafia. Ora l’avvelenatore ha raggiunto il luogo, ed ha sparso il veleno. Frida l’ha ingerito e con assoluta tranquillità, nonostante lei fosse ancora viva,  qualcuno l’ha infilata in un sacco e gettata nel cassonetto dei rifiuti. Poi, di sopra, altri sacchetti. Per fortuna, poco dopo, è passato un ragazzo che sentiti i lamenti si è precipitato, assieme ad una turista proveniente da Siracusa, al cassonetto. Frida era, incredibilmente, ancora viva. La signora ha preso subito il cane ed è corsa dal Veterinario. I cuccioli dovrebbero essere ancora vivi, di sicuro, dice la donna di Siracusa, non lascerà sola Frida.

Intanto, gli avvelenamenti a Piazza Armerina continuano implacabili. Oltre a Frida, nei pressi della Piazza Boris Giuliano, è stato avvelenato Jack-Pippo.  Aveva il doppio nome perchè  amava girovagare. In un quartiere di Piazza Armerina, gli abitanti l’avevano chiamato Jack ed in un altro Pippo. Ma era sempre lui, il cagnetto innamorato di Lea. Stavano sempre assieme ed è morto cercandola, accucciandosi accanto a lei.

I continui avvelenamenti di Piazza Armerina, hanno ormai da tempo assunto le dimensioni di un fenomeno a dir poco preoccupante (vedi articolo GeaPress). Secondo gli animalisti il Sindaco si è mosso molto in ritardo, basti considerare quando ha affisso i cartelli e le date di inizio degli avvelenamenti. Poi le polette con i cocci di vetro e finanche i cani centrati da rose di pallini (vedi articolo GeaPress).

Ma chi è lo sterminatore dei cani di Piazza Armerina? Non si riesce ad individuare anche se la Polizia di Stato, accogliendo la denuncia della LAV e dell’UNA ha promesso controlli accurati. Cinquanta cani, secondo la LAV, una trentina secondo il Comune. Poco importa, a Piazza Armerina qualcuno ha deciso di sterminare i cani e nessuno riesce a mettere la parola fine su questo argomento, Anzi, forse solo una persona, l’avvelenatore, sembra destinato a mettere punto.

I volontari, comunque, si sono organizzati. Hanno costituito dei comitati, eseguono dei controlli, hanno stampato delle magliette, fanno i volantinaggi, sono stati accolti nelle chiese e finanche dal Vescovo. Si, ma come si fa a trovare lo sterminatore. L’appello è rivolto in modo particolare agli organi di Polizia, tutti. Non è possibile che una, o più, persone decidano di spargere pericolose sostanze avvelenate per uccidere decine e decine di animali, e ci riescono pure.

E se il veleno viene in contatto con un bambino? E’ già successo, a Roma, in una villa pubblica. Cani sotto flebo e bimbo ricorverato. Alcune sostanze, infatti, possono propagarsi per contatto diretto, ad esempio portando inavvertitamente le mani contaminate in bocca. Cosa succederà allora? Si griderà al fato inesorabile che schiaccia il destino della povera terra di Sicilia? 

VEDI FOTOGALLERY:

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati