GEAPRESS – Sicuramente il caso italiano più emblematico, oltre che drammatico. L’Italia è piena di avvelenamenti. Cani randagi e non solo. A volte anche fauna selvatica oltre che, ovviamente, gatti e piccioni. Si ripetono a volte negli stessi posti. In nessun luogo, però, continuano a giungere segnalazioni di avvelenamenti di cani randagi come nel caso di Piazza Armerina (EN). Oltre un centinaio di cani randagi in neanche un anno. Le prime avvisaglie nel dicembre scorso. Poi a Pasqua la recrudescenza del fenomeno che da allora non si è più fermato. Cani avvelenati con prodotti di sintesi per uso agricolo. Poi i cocci di vetro. Pure il caso di un randagio centrato da un colpo di fucile. L’ultimo luogo esente dalla contaminazione dell’avvelenatore, ovvero la centralissima piazza Boris Giuliano, violato nei mesi scorsi.

Ci fu finanche il caso di un cane finito dentro il sacco dell’immondizia, si trattava di una cagna ancora viva ed incinta (vedi articolo GeaPress). Un continuo impegno dei volontari che nei momenti più critici si muovevano forniti di un piccolo kit salvavita. Una siringa con acqua e sale da inoculare in bocca al cane preda delle convulsioni. Si spera, così, che vomiti eliminando il veleno.

Dopo un breve periodo di tregua, quindici giorni fa, una nuova macabra scoperta. Il cadavere di un cane, affezionato amico dei volontari, annegato in una vasca piena d’acqua. Se il fatto fosse accaduto in altro luogo, si sarebbe potuto pensare ad un evento di diversa natura. Ed invece, a Piazza Armerina, la risposta sembra arrivare da sola. Il compagno del randagio annegato, due settimane dopo, viene trovato avvelenato. Un giorno dopo altri due decessi. Questa volta proprio vicino al pasto letale. Due cuccioliolotti neri, recentemente aggiunti alla lunga lista del randagismo mai risolto. Vai a Piazza Armerina e muori.

“Tanto sono cani”, avrebbe detto qualcuno a Piazza Armerina. Eppure, si chiedono gli animalisti, quel veleno potrebbe essere pericoloso anche per l’uomo. Come mai, a distanza di mesi, non sono state piazzate le telecamere? Come mai le indagini non hanno portato a niente? Chi pensa, se non ai cani, quantomeno alla sicurezza pubblica di Piazza Armerina?

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati