GEAPRESS – Viene da chiedersi a cosa servirà riaprire ora il servizio sterilizzazioni dei cani randagi a Piazza Armerina (EN). Dopo la sospensione, nel paese dell’ennese famoso per la villa romana ma anche per il criticato Palio dei Normanni, di cani randagi non ce ne sono quasi più.

I volontari camminano ormai con le siringhe piene di acqua e sale oppure di acqua ossigenata per spararla in bocca ai cani avvelenati. Questo nella speranza che vomitino ciò che hanno ingerito. “Da Pasqua ad oggi non meno di trenta cani, ma ormai abbiamo perso conto – dice a GeaPress Lorena Sauli referente provinciale LAV Enna. “Ce li hanno ammazzati tutti” grida disperata.

La LAV ennese ha coinvolto Prefetto e Comune, ma secondo i volontari, poco o nulla è stato fatto. Il Sindaco non sono riusciti ad incontrarlo, mentre a proposito del rispetto dell’Ordinanza ministeriale sull’uso dei veleni, solo da pochi giorni in qualche via del paese sono apparsi dei cartelli che annunciano il divieto d’uso dei veleni. Niente bonifica, secondo Lorena Sauli, e nessun annuncio sulla pericolosità di quanto avvenuto.

Scriveremo all’Assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo e al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini – continua Lorena Sauli – Non è possibile che si compia uno sterminio di animali di queste proporzioni e non ci sia un intervento forte da parte delle Istituzioni.”

E non è neanche la prima volta. Anzi…Già lo scorso gennaio vi era stata una prima moria di cani  a causa dello spargimento di bocconi avvelenati (vedi articolo GeaPress), ma questa volta si tratta di un avvelenamento sistematico e che coinvolge la totalità degli animali randagi.

I volontari hanno trovato anche dei sacchetti pieni di frattaglie, probabilmente avvelenati. Erano stati disposti in posti molto particolari, per essere solo una casualità. Sono stati inviati al Laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico di Caltanissetta, assieme ai corpi di due cani. Si vedrà. Intanto una o più persone hanno sistematicamente avvelenato i cani di Piazza Armerina. Erano in buona parte sterilizzati ma qualcuno, evidentemente, non li ha voluti. Pazzo avvelenatore o sistematica eliminazione?

Tanto storie, tristi e disperate. Rocco il cagnetto che scodinzolava a tutti, è finito nel … lavello del veterinario (video – attenzione immagini forti non adatte ad un pubblico sensibile).

C’era poi Liquirizia. Abbandonata nella Sicilia dove, pur con alcuni lodevoli sforzi, l’anagrafe canina rimane un optional. Liquirizia è stata avvelenata una prima volta e poi una seconda. Non ha retto. Cani che muoiono con bavazioni e tremende convulsioni. Basta poco, i veleni si comprano negli stessi banchi attigui a quelli alimentari. Bastano pochi euro ed il principio attivo è sempre lo stesso.

Purtroppo Piazza Armerina non è l’eccezione, almeno per il fenomeno degli avvelenamenti. Avvengono all’ordine del giorno in tutta Italia, ma qui hanno deciso di eliminarli tutti e ci sono quasi riusciti.

Ne rimangono pochissimi, molto meno di dieci. Sono monitorati continuamente e sicuramente, dove stanno, l’avvelenatore ha avuto qualche problema ad intervenire.

Eppure deve esserci qualcuno che sa. Qualcuno che dentro le mura domestiche ha visto strani preparativi di carne e polverina. Oppure un macellaio insospettito per la richiesta di frattaglie. L’invito che rivolgono i volontari è di comunicare il tutto alle Forze dell’Ordine. Il veleno, è bene ricordarlo, non è pericoloso solo per gli animali. Proprio il tipo di veleno che si sospetta sia stato utilizzato, può essere assimilato anche per contatto casuale. Basta la mano di un bambino che viene portata in bocca. E’ già successo. A Roma, in un giardino pubblico, i cani sono morti ed un ignaro bambino è finito al pronto soccorso. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

VEDI VIDEO – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI: