Piazza Armerina (EN) – gattino muore preso a calci come un pallone
La denuncia della LAV: la scuola deve intervenire immediatamente.
GEAPRESS – I fatti sono successi l’altro ieri a Piazza Armerina, in provincia di Enna. Un povero gattino (nella foto), di circa due mesi, sarebbe stato prima oggetto di una sorta di orrendo gioco al pallone ed infine, una volta ucciso, ha avuto il corpo avvilito da un’arma da taglio. La scena che la volontaria della LAV si è trovata innanzi, è stata agghiacciante. Il micetto, di colore nero, presentava un occhio fuoriuscito e le zampine spezzate.
Secondo informazioni assunte in loco due ragazzi, forse alunni della vicina scuola media Roncalli Cascino, sarebbero stati visti giocare con il gattino. Uno dei due, forse intuendo che il gioco stava per prendere una brutta piega, avrebbe poi cercato di far desistere il compagno. Niente da fare. Il gattino è stato preso a calci come un pallone. Purtroppo non c’è stato niente da fare. Alla scena avrebbero assistito, sempre in base a quanto riferito alla LAV, altri alunni dello stesso plesso scolastico.
Sarebbero stati alcuni ragazzi, del resto, a fare insospettire gli animalisti di Piazza Armerina. A quanto pare, una volontaria dell’Associazione, era stata contatta da una persona che cercava di sistemare tre cuccioli. Informata dal luogo di provenienza, la volontaria si sarebbe così indirizzata verso Villa Roma, per cercare di ricongiungere la cucciolata con la madre. A questo punto è stata fermata da alcuni ragazzi che hanno insistito fermamente per non far tornare in quel luogo gli animali. Per terra, avrebbero detto, ci sono ancora i resti dello scellerato gioco.
“Sono sconvolta per quanto successo – ha riferito a GeaPress Lorena Sauli, Responsabile LAV di Piazza Armerina – lo siamo tutti e sono certa che così sarà anche per chi ha assistito impotente alla scena. Spero che chi sappia, si decida a denunciare“.
La LAV di Piazza Armerina, ha già predisposto una lettera da inviare al Dirigente scolastico. I ragazzi, a quanto pare, potrebbero essere individuati. Secondo la sezione cittadina della LAV, rappresentano purtroppo una espressione di gratuita violenza e malvagità, oltre che di pericolosità sociale. La richiesta della LAV è di convocare urgentemente una apposita assemblea per denunciare il fatto e palesarne il disvalore sociale, oltre che la rilevanza penale, affinché si possa evitare il ripetersi di episodi di tale inaudita gravità.
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“Offende chi non la pensa come lei, cosa che io evito.
Ci ha chiamato con tutti gli epiteti inimmaginabili ma spero che ciò la faccia sentire meglio.”
Per cortesia, sig. giulio, copi incolli qui, in questo post, le offese, “gli epiteti inimmaginabili” che ho dato a lei e ai suoi amici cacciatori, riportando anche in quale commento li ha letti.
Non accetto da nessuno, nè qui, nè nel reale, di addebitarmi colpe che so di non avere, per questo le chiedo di leggere le motivazioni delle accuse che lei mi muove in questa sede , dato che è già la seconda volta che mi accusa di offese ed epiteti.
La sua è una accusa grave verso la mia persona, e pretendo, a questo punto, che la comprovi.
Attendo riscontro.
Ho chiesto se era lei, perchè il paradosso di “provare imbarazzo e rimorso” per la lucertola ammazzata decenni fa e non provare nessun sussulto almeno di imbarazzo e rimorso novelli, tralascio la compassione, per gli esseri viventi che lei oggi ammazza a fucilate, è francamente ipocrisia allo stato puro.
Non c’è nessun motivo logico, umano, per cui le possa giustificare le fucilate sue e dei suoi amici. E su questo non c’è niente da comprendere.
il motivo risiede solo nella sua distrosione della realtà dei fatti, nel cercare a tutti i costi una giustificazione plausibile, che non c’è perchè non può necessariamente esserci, nell’ammazzare delle vite per passione, divertimento (tale quale la lucertola nel fuoco), tradizione o altra dimensione adattata al suo uccidere.
Uccidere non è rispetto, come lei dice di avere. Rispetto per lei è fucilare degli esseri inermi?
lo provi a chiedere a quelgi esseri viventi che lei ammazza a fucilate, cosa ne pensano della sua idea di rispetto. neanche ad armi pari li uccidete. neanche questo.
Rispetto è non arrogarsi i diritti altrui alla libertà e alla vita. Questo è rispetto.
Ribaltare il significato delle parole, per suo comodo autoassolutorio, non cambia la realtà di morte, la totale mancanza di rispetto della vita altrui, che lei e quelli come lei, pongono in essere a fucilate, per divertimento. divertimento, quest’ulitmo, in niente diverso da quello provato decenni e decenni fa per la lucertola imbottigliata gettata nel fuoco.
La diversità che vuole vedere è solo una maschera appiccicata alla morte che procura.
Continuando a giustificare simili schifezze non si farà altro che far crescere impunemente certi delinquenti – perchè tali sono dei ragazzi che si comportano in questa maniera. Non parliamo poi delle famiglie: come già accaduto a Francofonte, dove un povero gatto venne ammazzato a calci da “bravi ragazzi annoiati, che non credevano di fare nulla di male”, le famiglie sono sempre pronte a prendere le parti a simili dementi. Oggi è toccato ad un povero animaletto, domani questi luridi vigliacchi se la prenderanno con qualche umano altrettanto indifeso. A quel punto sarebbe opportuno che ci venissero risparmiate le consuete ciance, poichè tutto ciò era facilmente immaginabile, ma come al solito non si è voluto far nulla.
Piccoli delinquenti crescono…
Ma “individui” simili, vanno fermati sul nascere!
Con le buone o… con le cattive!!!!
E basta!!!
@Gipo
Mai avuta la speranza che chi non va a caccia possa capire chi ci va.
La differenza tra me e te, Gipo, sta nel fatto che tu credi di essere il ” Verbo ” e tenutario della verità mentre io esprimo un parere senza presunzione di essere nel giusto.
Gli ” assiomi ” lasciali stare..
Sarebbe bene imparassi a pensare di non essere il migliore con un pochino più di umiltà.
E’ solo un discorso di comodo quello del “voi non potete capire”: lo può fare chiunque, per giustificare qualunque deplorevole passione.
Io non penso di essere il Verbo, ma di certo nemmeno posso (nè voglio!) accettare il vostro dostorto e strumentale concetto di “rispetto”. Perchè il rispetto è l’esatta antitesi delle fucilate che sparano per ‘passione’ quelli come come te Giulio; non si rispetta qualcuno sparandogli addosso, tutt’altro! I vostri assiomi (“si può avere rispetto delgi animali anche andando a caccia”) si reggono sul niente, anzi sull’esatto opposto del concetto di rispetto.
E quello che tu mi chiedi non c’entra niente con l’umiltà, ma piuttosto con la cieca accettazione di irrazionali e contraddittori assiomi… e questo non significherebbe essere umili, ma gonzi.
@Anna Margherita
Mi scusi, Anna Margherita, forse ho esagerato nel definirli ” inimmaginabili “, ma se permette, io mi sento offeso se lei mi definisce ” sanguinario ” ” cieco ” ” insensibile ” ” incapace di distinguere i Bene dal male ” ecc. perchè mi mette alla stregua di chi, così, lo è veramente ed io, così, non mi sento minimamente.
Lei si permette, quantomeno, di giudicare chi va a caccia perchè non sa il motivo per cui uno la pratica.
Esula dal suo modo di vivere il rapporto con gli animali, inconcepibile e, quindi, ogni spiegazione sarà sempre insufficente.
A lei non piace la caccia.
Tutto lì..
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Ma dove cz siamo? ” impotente” cosa!! perchè!!!!
quattro str-onzi prendono a calci un gattino e sei impotente????
Ma che cz di persone siete!! io mi sarei buttata come uno tzumani.
“perchè non sa il motivo per cui uno la pratica”
Ma per favore… ognuno di voi ci dà le motivazioni più assurde e disparate (o forse disperate), ormai ne abbiamo sentite veramente di tutte: dalla “passione”, alla “tradizione”; dal “cibo sano”, allo “sport”; dai “danni che fanno gli animali”, alla “pratica vecchia quanto l’uomo”; dalla “sfida con la Natura”, al “anche il leone caccia per mangiare”; passando per “meglio la caccia che la droga”, la “gestione del territorio”, le “malattie degli animali se non vengono cacciati”, gli “orrori degli allevamenti intensivi”, l’ “allora non dovremmo ammazzare nemmeno i moscerini” o “allora anche le piante soffrono”… nonchè tutta un’altra serie di motivi che non c’entrano niente, ma proprio niente, con la caccia (passeggiate nella natura, albe e tramonti, giornate con gli amici) o che definire farsechi è un eufemismo (tanto che alcuni sembra quasi che vadano a caccia per fare un favore agli animali!)… Per non parlare poi di quelli che s’attaccano al “voi non potete capire”!
Su una cosa hai ragione: davanti a chi, dall’alto delle sue ‘passioni’ e ‘tradizioni’, uccide animali che non ci sarebbe alcun bisogno di uccidere, ogni spiegazione sarà sempre insufficiente. Perchè non ci sono spiegazioni sufficienti per giustificare chi uccide animali a fucilate per passione o tradizione.
“A lei non piace la caccia”. Senz’altro è così. E come contraltare, i cacciatori invece ne sono talmente invasati al punto da definire “rispetto” le fucilate che sparano a degli esseri viventi. Tutto lì…
Vedi, Gipo, che ho ragione quando affermo che non potrai mai capire perchè uno va a caccia?
Eppoi io parlo per me ma, conoscendo tanti ” colleghi “, non credo si discostino di molto, dal mio pensiero.
Ho sempre detto, e lo ripeto, che il cacciatore E’ in eterno contrasto con se stesso perchè da un lato ama gli animali e dall’ altro li caccia.
Inutile ripetere sempre la storia delle fucilate.
A volte, anzi spesso, la selvaggina è un componente NON indispensabile per uno che ama veramente la caccia.
Hai, avete, probabilmente un freno che vi impedisce di andare oltre il vostro naso.
Tu dici che è distorta la mia passione ed io dico che sei tu ad avere un distorgimento del tuo rapporto con gli animali.
Ho già detto che se un leone maschio ( o qualsiasi altro felino.. ) uccide una cucciolata per potersi accoppiare con la sua madre, la quale lo fa immediatamente, si parla di istinto se invece si vede una leonessa che lecca i suoi cuccioli, si parla d’ amore..
Eh no, qualcosa va rivisto in questa valutazione…….
“Lei si permette, quantomeno, di giudicare chi va a caccia perchè non sa il motivo per cui uno la pratica.”
Non c’è nessun motivo! santo cielo, di prendere a fucliate esseri inermi per passione sport o tutte le altre giustificazioni autoassolutorie paradossali che Gipo ha ricordato. .
Ci dia un taglio, o ce lo diamo noi ragazzi , perchè è assurdo essere qui a parlare con sordi e ciechi come voi, sordi e ciechi (a evito di piagnistei reiterati) nel foro interno, di cosa sia compassione, empatia, vero rispetto della vita altrui.
E’ pazzesca, e anche incredibile, la distorsione che date all’identità, all’essenza, alla natura intrinseca loro propria, dei valori, della realtà, dei fatti, delle parole stesse!. c’è da non crederci a leggere le contraddizioni in termini su cui lei e quelli come lei fanno leva.
E’ un mondo all’incontario della logica lessicale e di comportamento quello che lei descrive.
E ancora peggio è che lei non se ne rende conto tanto da affermare che nelle sue fucilate “lei non si sente minimamente così” come colui che è causa di sofferenza, morte, sorprusi di diritti altrui a tutto tondo. Lei non si sente così. E qui non c’è via d’uscita per lei.
In quale mondo assurdo vivete per affermare che è rispetto ammazzare delle vite?
Potete mettere tutte le maschere che volete ai vostri atti vili (ancora evitiamo piagnistei riterati : vile perchè ad armi impari, ingiustificato, perchè fatto di nascosto, approfittando della debolezza intisneca in termini di difesa, di costituzione, di TUTTO, di esseri viventi dotati di due ali e nulla più ) e in più adducendo anche motivazioni inesistenti, non comprensibili dai più, misteriose, all’atto di procurata morte altrui, di esseri innocenti ed inermi che voi ponete in atto.
Quali motivazioni in un essere umano dotato di valori empatici, compassionevoli, di rispetto porta ad assassinare, vocabolario lingua italiana, delle vite?
Il bene che difendiamo è il diritto alla vita degli altri da noi, TUTTI, che voi calpestate ad ogni fucilata, distorcendo i concetti stessi a vostro piacimento per giustificarvi e giustificare un qualcosa di aberrante e cioè la morte di esseri inermi, che non può essere giustificata., mai.
Non comprendete la mistificazione che dite a voi stessi delle vostre fucilate, tentando di veicolarla agli altri con linguaggio ri adattato sino alla contraddizione in termini, rivisto sino al pradosso.
esempio: dal vocabolario della lingua italliana-
RISPETTO: Sentimento e comportamento informati alla consapevolezza dei diritti altrui.
Le vostre mani insaguinate da esseri inermi che ammazzate dimostrano ben altro “rispetto” ,di quello che dite avere, per il diritto alla vita, per il diritto alla non sofferenza degli animali che uccidete.
I cadaveri che avete nel carniere, dicono ben altro, anzi il suo opposto, del bene che vuole far intendere voi avete, per la natura e i suoi abitanti.
Quale Bene, nella sua essenza di Bellezza e Giustizia, è prendere a fucilate delle creature?
Quale Bene è procurare la morte altrui?
Quale coerenza di Bene è avere le mani insanguinate per procurata morte e dire di amare la natura e i suoi abitanti?
“Vedi che ho ragione quando affermo che non potrai mai capire perchè uno va a caccia?”
Ma infatti guarda che mica ti ho dato torto, anzi l’ho detto chiaramente: per quanto mi riguarda non c’è spiegazione che tenga davanti a chi uccide per passione. Come non c’è davanti alla sedia elettrica, davanti alla lapidazione, davanti alla schiavitù, davanti al sopruso del forte sul debole (quale è la caccia!). Ma resta il fatto che chi spara ad un animale per passione e poi viene a dire “voi non potete capire” dimostra quanto poco condivisibile e accettabile sia la sua “passione”… quindi inconsapevolmente e indirettamente egli stesso non fa che avallarne il giudizio negativo.
Anche io non credo che molti altri tuoi colleghi si discostino dal tuo pensiero, e quindi probabilmente vale anche il viceversa: dunque buona parte delle “motivazioni” di cui parlavo poco sopra, probabilmente valgono anche per te.
Ci vieni a dire che il cacciatore da un lato ama gli animali e dall’altro li ammazza… sono queste parole che dimostrano quanto la vostra passione sia distorta e del tutto priva della razionalità che chi va in giro armato per la campagna e per la proprietà altrui, dovrebbe sempre dimostrare di avere. Senza contare che il discorso “li amo, anche se gli faccio del male” è davvero un discorso che lascia allibiti, che decisamente sconfina nel patologico: senza voler fare alcun parallelismo, è comunque lo stesso discorso che quasi sempre fanno pedofili e stupratori ‘di famiglia’, seriamente convinti di amare e rispettare le loro vittime.
Inutile ripetere la storia delle fucilate? Bè smetteremo di ripeterla quando voi smetterete di spararle: se spesso la selvaggina è una componente NON indispensabile per uno che ama veramente la caccia (anche questa… non l’avessimo mai sentita!!), sono davvero felice perchè allora una soluzione che accontenti “noi” e “voi” c’è: basta che a caccia NON uccidiate animali… dove sta’ il problema se, come dici, le fucilate (e quindi la selvaggina) raramente sono una componente indispensabile? Dove sta il problema se tanto, come dicono molti tuoi colleghi, a caccia vi divertite anche se prendete niente?
Può darsi che il nostro rapporto con gli animali sia distorto… ma quanto meno è distorto nel tentativo di far loro del bene, non nel tentativo di fucilarli per passione…. E quanto meno ‘noi’ non abbiam bisogno di associare il nostro concetto di “rispetto”, a delle fucilate.
Quanto al leone, ti rispondo con un aforisma di G.B. Shaw “Quando un uomo vuole uccidere una tigre, lo chiama sport; quando una tigre vuole uccidere lui, la chiama ferocia.” Come vedi le anche certe valutazioni di “passione-rispetto-sport”, vanno riviste!
Anna Margherita e Gipo i miei complimenti avete ribattutto punto per punto le parole del cacciatore..non c’è niente da aggiungere avete argomentato benissimo…potreste difendere i diritti degli animali in Tribunale (magari lo fate gìà non lo so) veramente bravi…