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GEAPRESS – Un  groviglio di fil di ferro. Sono quelli rinvenuti dagli Ispettori del Corpo Forestale della regione Siciliana, Filetti e Tagnesi, intervenuti dietro richiesta dei volontari di Piazza Armerina (EN). Un guaito disperato aveva infatti attirato l’attenzione dei volontari i quali, accorsi nei pressi di un dirupo roccioso, hanno notato una povera cagnolina rimasta bloccata con la zampa anteriore destra nel laccio in metallo del bracconiere. Subito è partita la segnalazione alla sede LAV di Enna che si è attivata per coadiuvare i soccorsi ed avvisare il Corpo Forestale dello Stato.

Missy, così è stata chiamata la cagnolina, non era da molto tempo nella trappola, e questo, probabilmente, l’ha salvata da ben più gravi conseguenze. Il “laccio”, infatti, altro non è che un cappio in filo metallico sistemato lungo i camminamenti soliti della fauna. Nel caso di Piazza Armerina la trappola doveva probabilmente  servire alla cattura illegale dei conigli. Una volta che il malcapitato animale rimane bloccato e cerca di scappare, il nodo scorsoio inizia a stringere. Sono noti, in Italia, casi di cervi, ma anche di fauna selvatica più piccola, come le volpi, che sono arrivati ad amputarsi l’arto, pur di sfuggire al doloroso cappio. Se poi la presa avviene per il collo o l’addome, la morte può sopraggiungere per soffocamento e rottura del diaframma.

La cagnolina, dunque, è stata veramente fortunata.

Gli Ispettori della Forestale – riferisce a GeaPress Lorena Sauli, responsabile della LAV di Piazza Armerina – sono stati molto bravi. La bonifica del territorio ha portato alla scoperta di numerose trappole. Purtroppo l’uso di questi attrezzi e molto diffuso e come dimostra il caso di Missy, a rimanerne vittima possono essere anche animali domestici“.

La cagnolina è ora affidata alle cure dei volontari di Piazza Armerina che tramite l’associazione Difesa del Randagio lanciano un disperato appello per essere aiutati. La situazione del randagismo, infatti, è drammatica e non vi sono attualmente posti disponibili ove sistemare i cani. Con l’immissione in territorio il rischio è che ritornino nei luoghi per loro non più idonei.

Per Missy occorre trovare una sistemazione in una pensione. Questo in attesa che sopraggiunga l’adozione e si provveda alla vaccinazione ed alla registrazione in anagrafe canina. L’associazione Difesa del Randagio lancia pertanto un appello per aiutare i volontari. Per chi lo volesse è disponibile la PAGINA TEMATICA PER LE DONAZIONI. Basta seguire le istruzione e scrivere come causale “per Missy”

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