GEAPRESS – Melfi (PZ), Villa comunale, Villa Sibilla. Due ragazzini a pesca nella fontana. Armati di retino catturano i pesci rossi per il loro cane, un pit bull legato ad un giunzaglio.  Assieme a loro un adulto che li accompagna.
I pesciolini pescati, boccheggianti, vengono lanciati al cane, che,  ovviamente,  si limita ad azzanare i pesci ed a lasciarli sul selciato, morti.

Qualcuno dei presenti  prova ad intervenire, a favore dei pesci.
Pensa alla cose tue, togliti di torno o, altrimenti, sciolgo il cane e sono guai.” è la risposta di uno dei ragazzini!

Non ulteriormente “disturbati” i ragazzini continuano il loro gioco criminale.
Chi ha visto, ed ha provato ad intervenire, pensa di raccontare il tutto al giornale locale. Forse faceva meglio a chiamare anche le Forze dell’ordine:  i comportamenti violenti e criminali vanno fermati e puniti.
Oltre ai minorenni, esecutori materiali, c’era anche un adulto supervisore.

Gli episodi di violenza sugli animali, effettuate dai minori, sono un indicatore di relazioni familiari disturbate e un campanello di allarme per futuri comportamenti aggressivi intraspecie; ma sono anche indicatori di violenza ed abusi subiti dai minori stessi.

In questo caso i ragazzini hanno bisogno di un aiuto immediato, altro che lasciar correre! Vanno individuati ed una volta appurato il loro problema di fondo, vanno educati al rispetto, facendo sviluppare in loro sentimenti di identificazione ed empatia.

Il pesciolino lasciato annegare (fuori dall’acqua i pesci annegano!) sul selciato, il maiale sgozzato nell’aia, i carri bestiame diretti al macello, il gatto o il cane sadicamente torturati da un adolescente, le scrofe murate nelle gabbie da gestazione, il topo o la scimmia sottoposti a test scientifici, il tormento quotidiano e ripetuto di un elefante o di una trigre in un circo non sono diversi dai bambini sfruttati  dal mondo del lavoro, dalle donne e dai bambini vittime del mercato del sesso, dalle vittime di una guerra o di una missione di pace.
La violenza, tutta la violenza, è la conseguenza di un atteggiamento culturale generale. E’ la conseguenza di relazioni sociali basate unicamente sull’ingiustizia e sulla competitività.

Assodato che bambini ed adolescenti “violenti” verso gli animali imparano quei comportamenti dagli adulti, riproducendoli in primis in danno degli animali, che sicuramente vivono in un clima coercitivo, ricevendo anche punizioni corporali, e che scaricano l’aggressività che provano verso gli adulti sugli animali, che fare?

Gli episodi di violenza vanno riferiti, e qui ha fatto bene il cittadino melfitano a rendere pubblico il fattaccio, ma è nella famiglia che necessitano interventi, vanno ricercate le correlazioni tra violenza familiare e crudeltà verso gli animali.

Anche le istituzioni debbono fare la loro parte.
Nello specifico il Sindaco di Melfi dovrà adoperarsi per individuare i ragazzini autori della violenza ed assieme ad assistenti sociali, medici, educatori, animalisti ed approntare cure ed interventi mirati. Il messaggio educativo va poi diffuso a livello cittadino. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).