arnesi tortura
GEAPRESS – Un’indagine durata ben quattro mesi che ha coinvolto i Carabinieri della Stazione  di Castel del Piano, in provincia di Perugia. A finire nei guai è un giovane accusato di maltrattamento ed uccisione si animali.

Le indagini dei Carabinieri iniziano nel settembre scorso quando, presso una scuola d’infanzia, viene ritrovato un cucciolo di gatto scuoiato. I resti del povero micio erano stati appesi sulla parte superiore del cancello pedonale del plesso scolastico. Il tutto sotto gli occhi atterriti di insegnanti, alunni e genitori.

I Carabinieri hanno così iniziato ad identificare le persone informate sui fatti, raccogliendo le prime testimonianze ed acquisendo notizie anche da fonte confidenziale.

Il tutto ha fatto così convergere verso la località ove si presupponeva potesse essere stato commesso il fatto. Si trattava di un piccolo annesso di proprietà privata che sarebbe divenuto, sempre secondo l’Arma dei Carabinieri, un laboratorio degli orrori. Una volta che i militari hanno fatto irruzione nel magazzino, a quanto sembra occupato in forma abusiva, si sono trovati gli strumenti che potrebbero essere serviti per la tortura e l’uccisione di animali. Si trattava di picconi, macete, carabine ad aria compressa, accette, forbici da giardini, coltelli, fascette in plastica, cavi elettrici, pugnali di varie dimensioni, roncole e similari, provette di uso sanitario, nastri adesivi.

Sugli arnesi, tengono a specificare i Carabinieri, ancora tracce di materiali biologici  probabilmente di natura animale. Tali strumenti, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero riconducibili proprio all’episodio scoperto nel settembre 2014.

La successiva perquisizione domiciliare, avrebbe altresì consentito di scoprire altri strumenti.

Sconosciute al momento le motivazioni. A quanto sembra il presunto responsabile non sarebbe stato in grado di fornire spiegazioni. Le indagini proseguono, anche al fine di individuare eventuali complici del ragazzo.

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