GEAPRESS – Ore 21.00, strada provinciale 141 nei pressi di Pedara (CT). Siamo in una zona abitata del Parco dell’Etna. Un volontario del WWF nota un piccolo cane meticcio adagiato ai bordi della carreggiata e si ferma a soccorrerlo. All’inizio pensa che si tratti di uno dei tanti cani avvelenati sui quali già si è imbattuto e denunciato. Oppure un investimento. Questo cagnetto, ancora in vita, ha però una strana ferita sul dorso. Il volontario preleva il cane e si precipita in un pronto soccorso veterinario di Gravina di Catania. Il referto lascia pochi dubbi. Colpo d’ arma da fuoco.

Passano poche ore e alla LIDA di Catania giunge una segnalazione. Sempre lungo la statale provinciale 141, all’altezza di Pedara, appena un paio di chilometri dalla chiesa madre, vi è un cagnetto ai bordi della carreggiata. I volontari si precipitano. Ancora colpi di arma da fuoco. Entrambi i cani moriranno poco dopo i soccorsi, prestati a spese dei volontari del WWF e della LIDA.

Chi è il serial killer? A questo punto è probabile che si tratti di una persona del posto la quale, magari, si è “evoluta” dal veleno al tiro a segno. Veleno che già in passato ha fatto molti morti tra la fauna selvatica. Siamo in una zona ricca di boschi di querce e di castagno ma anche, meno gradite alla natura, di invadenti abitazioni. Tra queste probabilmente, anche quelle del serial killer.

La LIDA ed il WWF hanno ora formalizzato un esposto sia alle Autorità di Polizia che cittadine. I fatti sono occorsi il tre e quattro febbraio e rappresentano, anche per la vicinanza temporale con la quale si sono ripetuti, un fatto pericoloso non solo per la vita degli animali ma anche per l’incolumità pubblica. Come si può, si chiedono WWF e LIDA, sparare tra le case e con le macchine in transito senza rischiare di colpire una persona?

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati