GEAPRESS – Le indagini della polizia di Chicago si sono, infine, concluse venerdì scorso, con l’arresto del fratello maggiore. Il minore, di appena 16 anni, è accusato di avere decapitato il suo pastore tedesco, dopo un combattimento, ed avere tentato di tirargli un dente. E’ il decimo cane che si trova, in pochi mesi, così mutilato ad Austin. Stessa denominazione della ben più nota città del Texas ma, in questo caso sobborgo di Chicago.

Una storia raccapricciante che è poi proseguita, con la perquisizione della polizia, nella casa dell’arrestato. Qui sono stati rinvenuti altri cani, tra cui incroci di pit bull, denutriti ed in un caso con il pelo bruciato. Il pastore tedesco, invece, una volta mutilato era stato gettato nell’immondizia. Nel vicolo si trovava a passare il legittimo proprietario a cui, quella carcassa, sembrò ricordare il suo cane che era stato rubato.

Verosimile che il dente dovesse essere conservato come una sorta di trofeo o di chissà quale altro ricordo. Il cane, infatti, aveva perso il combattimento e potrebbe essere così stato finito dall’avversaio, invece di essere separati.. Comportamento, questo, in uso anche tra i nostrani delinquenti. Max, il campione di cane da lotta il cui nome, per buona parte degli anni ’90, imperversò come un mito negli ambienti criminali di Palermo, era posseduto, secondo fonti inquirenti di allora, da un noto capomafia di Corso dei Mille che concludeva il combattimento facendo sempre sbranare l’avversario. In genere il match veniva concluso con lo sfinimento del cane perdente. In quel caso doveva, invece, finire senza onore e con il benestare del proprietario.

Teste e finanche denti, non sono comunque tipiche di ambienti appartenenti ad alti livelli criminali. Una collana di denti di lupo, ad esempio, venne rinvenuta ad un bracconiere ligure che conservava, come macabro trofeo, i resti delle sue azioni (vedi articolo GeaPress). Per non parlare, tanto per rimanere con il lupo, della testa (nella foto) che fu recapitata quale messaggio anti parco regionale (vedi articolo GeaPress). Un discorso, quello delle teste come veicolo di intimidazione, che dalle nostre parti potrebbe non finire mani. Meglio ritornare al minorenne, ma non di Chicago. Nel bresciano il papà cacciatore-bracconiere, insegnava il figlio a catturare gli uccelli. Venivano uccisi schiacciandogli la testolina con le dita (vedi articolo GeaPress).  

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