cane impiccato
GEAPRESS – Un intervento della Polizia di Stato avvenuto pochi giorni addietro nelle campagne di Partinico (PA) su segnalazione. Un cane dal mantello marrò, trovato impiccato ad uno dei paletti del vigneto di una persona risultata del tutto estranea ai fatti.

Secondo gli inquirenti, è molto probabile che qualcuno si sia sbarazzato del cane randagio. Una soluzione sbrigativa, quanto crudele, per un problema che in Sicilia sembra senza soluzione. Il randagismo, cioè, continua a mietere le sue vittime spesso con il veleno e, specie nelle zone rurali, con l’uccisione diretta.

Ne sa qualcosa Alessio Di Dino, responsabile della LIV (Lega Internazionale Vigilanza), impegnato nel controllo del randagismo proprio nelle zone rurali del palermitano.

Il caso di Partinico – riferisce Alessio Di Dino a GeaPress – mi ha fatto ricordare il cane Stefano, rinvenuto a testa in giù appeso ad una corda in un torrente nei pressi di Monreale. Un  secondo cane venne trovato ormai morto con la testa semisommersa (vedi articolo GeaPress). Erano stati presi a fucilate. Purtroppo questi episodi non sono così rari. Salvo rare eccezioni non esiste una vera analisi del fenomeno del randagismo che dovrebbe essere contrastato innanzi tutto con  una capillare microchippatura dei cani abbinata al controllo degli animali, padronali e non“.

Il cagnolino di Partinico, ripreso dalle telecamere di QL-News, è molto probabilmente l’ennesima vittima del randagismo. La Polizia di Stato ha avviato le indagini, ma in  mancanza di indizi concreti, ben difficilmente si potrà individuare il responsabile”.

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