GEAPRESS – Le indagini sono svolte dalla Polizia Municipale di Parma e dai Carabinieri del Comando Stazione di San Pancrazio Parmense. Secondo le prime ricostruzioni chi ha torturato i gatti dell’Oasi di Vicofertile, a Parma, potrebbe forse avere tentato di rubarli. Tentativi, a quanto pare, già andati in porto nel passato. Rete tagliata, dunque, e tentativo di portare via i gattini. Rete che, però, ha maglie molto spesse.

Chi ha attentato all’Oasi di Vicofertile avrebbe così cercato di portar via i gatti per la coda. Non riuscendoci, li avrebbero comunque feriti oppure sfogato sui poveri mici la loro frustrazione.

Un gattile con decine di gatti che si trova, però, in una zona di periferia. Facile avvicinarsi senza essere visti, specie nelle ore notturne. Ora l’area è posta sotto stretta sorveglianza della Polizia Municipale e dei Carabinieri.

Anna Mulazzi, responsabile dell’Oasi di Vicofertile, ha difficoltà a parlare di quanto successo qualche giorno addietro. Le due volontarie che hanno trovato i micetti ridotti in quelle condizioni, sono ancora sotto stato di shock. Quattro gatti sicuramente feriti ma di altri c’è il sospetto che possono essere rimasti comunque coinvolti nel tentativo di furto.

Ad essere state colpite parrebbero essere state proprio le code. Code fratturate o scuoiate. Uno dei micetti è ancora sotto terapia antidolorifica, mentre lo scuoiamento potrebbe avere leso il sistema nervoso periferico. In due casi non è ancora stata sciolta la prognosi ed un gatto è tutt’ora in gravi condizioni.

Attentati – riferisce a GeaPress Anna Mulazzi – che già nel passato si erano verificati, ma mai si erano spinti fino a tanto“. Rottura delle reti ed in un caso gatti scomparsi. Una struttura dipendente dal Comune di Parma, intervenuto già con un potenziamento dell’illuminazione. In quel luogo, però, andate vie la persone, diventa tutto vulnerabile.

Occorrerebbe una rete elettrosaldata ed un impianto di telecamere, ma il tutto costo settemila euro che allo stato non abbiamo – spiega la responsabile dell’Oasi di Vicofertile. “L’ideale – aggiunge la signora Mulazzi – sarebbe poterci trasferire presso l’altra area dove già il Comune di Parma gestisce le strutture adibite al ricovero di cani e di gatti. Per questo abbiamo già rivolto un appello al Sindaco di Parma“.

Intanto a Vicofertile, si tenta di superare la fase critica. Bisognerà non solo potenziare la sicurezza della struttura ma anche provare a superare lo shock di quelle scene raccapriccianti. Gatti senza più pelle nella coda, come se qualcuno li avesse voluto scuoiare (vivi).

L’appello dunque, è ora rivolto al Sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Sposti quel gattile dove già, più in sicurezza, ci sono le altre strutture del Comune.

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