arma provinciale
GEAPRESS – Secondo la Polizia Provinciale di Parma si sarebbe lui stesso giustificato asserendo di andare in giro armato per uccidere gatti e volpi.

Talmente veritiera era la “giustificazione”, che il bracconiere fermato dagli Agenti nei pressi dell’abitato di Terenzo, avrebbe fornito le indicazioni utili al recupero del corpo del povero micio. I resti sono stati infatti recuperati al limitare tra il  bosco ed un campo coltivato.

Il soggetto è stato fermato nei giorni scorsi dalla Polizia Provinciale di Parma, intenta nei servizi volti alla prevenzione e repressione degli illeciti venatori.

Nottetempo, è stato  individuato all’interno della propria automobile, mentre era alla ricerca di fauna ed illuminando i prati adiacenti alla strada. Accortosi della presenza della Polizia tentava una precipitosa fuga, bloccata dopo pochi chilometri dagli Agenti.

All’interno dell’automobile veniva ritrovata una carabina a canna rigata di calibro vietato per la caccia, ed ancora contenente il bossolo di cartuccia esploso. Sul fucile era montana un’ottica di precisione oltre che il dispositivo di illuminazione del bersaglio (vedi foto).

Proprio sul bersaglio è arrivata quella che, secondo la Polizia Provinciale di Parma, è stata una “giustificazione”: l’uomo era alla ricerca di gatti e volpi.

Sia il gatto che la carabina sono stati sottoposti a sequestro, mentre al bracconiere è stata contestata l’ipotesi di reato di cui all’art. 544/ter del Codice Penale, ovvero, riferisce sempre la Polizia Provinciale, aver cagionato senza necessità la morte di un animale domestico.

Contestati anche gli specifici reati conseguenti ad aver svolto attività di caccia in giornata di silenzio venatorio ed avere utilizzato armi vietate così come rpevisto dalla legge sulla caccia.

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