GEAPRESS – Potrebbe essere l’incrocio tra un lupo ed un cane, la femmina inizialmente comunicata come “lupa”, rinvenuta nei pressi di Castelvecchio Subequo (AQ), in una zona limitrofa al Parco Regionale Sirente Velino. Area che fino ad otto anni addietro rientrava ancora nei confini del Parco. Poi una modifica, da molti definita inopportuna, ha ridotto l’estensione e le aree ore rimaste all’esterno sono riconosciute ZPS (Zona di Protezione Speciale). La tutela, però, è diversa. La caccia, ad esempio, non è interdetta.

Il corpo della lupa è stato rinvenuto dal personale del Comando Stazione di Secinaro (AQ) del Corpo Forestale dello Stato lo stesso che, poco tempo addietro, durante un pattugliamento, divenne oggetto di un tentativo di investimento da parte di un bracconiere (vedi articolo GeaPress).

La lupa, secondo gli esperti del Parco, doveva avere intorno ai due anni di vita. Un altro lupo (questa volta certamente non ibrido) ed anch’esso di due anni, venne trovato morto nella stessa zona ai primi del mese. Avvelenamento, come probabilmente è avvenuto anche per il secondo animale trovato nella serata del 16 novembre. A creare i primi dubbi sul possibile ibrido, è stato il muso leggermente più grande rispetto a quello del lupo. Poi la prossima gravidanza. “Le femmine del lupo – spiega il Direttore del Parco Sirente Velino, arch. Oremo di Nino – partoriscono in primavera inoltrata”.

Secondo il Direttore del Parco è molto difficile controllare gli animali rinselvatichiti, come i cani. Le competenze andrebbero probabilmente inquadrate all’interno della gestione del randagismo e pertanto con altri enti preposti per legge. “Le esche avvelenate – riferisce il Direttore del Parco – potrebbero essere state distribuite, forse da allevatori, per la difesa proprio dai cosiddetti cani rinselvatichiti”. A farne le spese, anche la fauna selvatica, come i lupi ma anche l’avvoltoio Grifone. “Il Parco ha organizzato numerosi incontri per promuovere l’abbandono della pratica illegale degli avvelenamenti – riferisce il Direttore del Parco Sirente Velino – ed il fenomeno è comunque più ridotto rispetto la passato”. Non tutti, però, sembrano voler cambiare abitudine.

Il problema del randagismo, comunque, esiste. Sul totale ritorno in natura del cane, i pareri però non sono concordi.

Fino da stamani, il Corpo Forestale dello Stato e le Guardie del Parco stanno effettuando le perlustrazioni necessarie alla bonifica dell’area.

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