volpe II
GEAPRESS – Si tratterebbe dell’ALDICARB, appartenente al gruppo dei carbammati. Questa, secondo il Parco Nazionale d’Abruzzo, la sostanza che avrebbe procurato la morte delle prime cinque volpi rinvenute nei pressi del Villavallelonga. Ancora da accertare, invece, la sostanza che ha ucciso altri 10 animali.

Ai risultati, resi noti dal Parco Nazionale, è giunto l’Istituto Zooprofilattico al quale erano state affidate le carcasse del maxi avvelenamento dei giorni scorsi.

La sostanza sarebbe stata rinvenuta  nel contenuto gastrico delle volpi, miscelata a carne. Il Parco Nazionale precisa che trattasi di un potente insetticida largamente diffuso in agricoltura e anche per uso domestico. L’effetto, nel caso di ingestione, è un grave stato di contrazione spastica della muscolatura, fino al decesso che sopraggiunge, in funzione della dose assunta, nel giro di 4-6 ore.

Il rinvenimento solo di volpi morte, in un raggio abbastanza limitato di territorio, senza coinvolgimento di altre specie, fa pensare allo spargimento di qualche esca in un solo punto, probabilmente attuata proprio per liberarsi delle volpi.

Le perlustrazioni, che hanno portato al rinvenimento delle carcasse degli animali morti, sono state effettuate a progressivo allargamento del raggio. Le perlustrazioni sono state attuate grazie all’impegno del personale della Sorveglianza del Parco e dagli Agenti del CTA/CFS, e sono continuate con l’impiego del nucleo cinofilo antiveleno del Corpo Forestale dello Stato, il cui intervento ha consentito di escludere, per il momento, l’interessamento di altri animali e altre porzioni di territorio allo sciagurato e delinquenziale spargimento di veleni.

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