GEAPRESS – Segregato fin da piccolo. Forse, all’origine, era un incrocio di pastore maremmano ma, considerate le condizione nelle quali lo hanno rivenuto le volontarie di Animalisti Italiani in località Marinella di Palmi(RC), si faceva fatica a riconoscerlo come tale.

Legato ad una catena che scorreva su un cavo disposto tra cumuli di sassi, lamiere e detriti vari. Un po’ ovunque le sue stesse feci e da bere la pozza con l’acqua piovana. Per lui solo del cibo portato per assisterlo (…. non dal proprietario).

Era ridotto ad una larva, pieno di piaghe e lacerazioni un po’ in tutto il corpo – dice a GeaPress Maria Antonia Catania, Responsabile per la piana di Gioia Tauro di Animalisti Italiani – Inoltre la probabile leishmania e, a complicare il tutto, pure un tumore ad entrambi i testicoli“.

Chiesto l’intervento del Corpo Forestale dello Stato, si attivava subito il Comando di Sant’Eufemia d’Aspromonte. La pattuglia, giunta sul posto, provvede a rintracciare il proprietario (sarà denunciato per maltrattamento di animali) e dispone una ispezione veterinaria. Il referto lascia spazio a pochi dubbi. Il cane andava sequestrato subito e trasferito in una struttura idonea dove essere curato.

Animalisti Italiani promette di seguire l’iter giudiziario, sperando che possa servire da monito anche per chi, irresponsabile, decide di tenere un cane.

La speranza più grande – dice Maria Antonia Catania – è che il cagnolone possa riprendersi e vivere dignitosamente la sua vita, finora negata. Non lo abbandoneremo mai“.
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