GEAPRESS – Nuovo maxisequestro della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Trieste – Nucleo di Polizia Tributaria, la quale, a distanza di pochi giorni, ha portato a compimento il sequestro di altri 209 cuccioli provenienti dall’Ungheria. Incredibilmente si trattava degli stessi personaggi di cui al precedente sequestro (vedi articolo GeaPress), anzi uno dei due vettori era pure nel camion fermato la scorsa settimana.

Come anticipato da GeaPress, l’area di destinazione è Napoli, ma il più noto luogo di allevamento è nella provincia di Caserta. Un grossista che, a quanto pare, estende un po’ troppo le sue attività.

Di certo il sequestro di ieri è avvenuto ancora una volta sulla A4 nei pressi di Palmanova (UD). Neanche il tempo del primo intervento (272 cuccioli) e già erano pronti i successivi 209. Tutti i piccoli animali ora sequestrati avrebbero meno di dodici settimane di vita. Molti di essi, addirittura, ancor meno di un mese. Un trasporto, pertanto, irrispettoso dei limiti di età imposti dalla legge, oltre al fatto che il camion, questa volta omologato, era stato modificato al fine, dicono alla Finanza, di occultare il carico. In modo particolare le prese d’aria erano state chiuse con della plastica cosa che avrebbe impedito il dovuto ricambio d’aria.

Anche in questo caso i dati dei cani erano ricollegabili a passaporti appositamente preparati per lo smercio. Nel precedente sequestro, ad esempio, venne constatato come i dati inseriti, quali quelli di nascita, erano chiaramente inattendibili rispetto alla reale età degli animali. Proprio da quest’ultima indagine si era sviluppato il nuovo filone che ha portato ora la Guardia di Finanza sul nuovo sequestro di cuccioli destinati allo stesso importatore napoletano. Da qui, poi, al via per i mille rivoli del dettaglio e delle forniture ai negozi.

Ma chi è l’importatore? Una grossa ditta, operante da decine di anni, ed in grado di fornire fino a 40 varietà di cani. Non solo loro comunque, ma anche gatti. La sede è a Napoli, dove ne risulta un’altra con funzioni più operative. Il centro di allevamento, però, è nel casertano. Allevamento ma anche addestramento. Consegne un po’ ovunque, con evidente preferenza per il sud e centro Italia. Contratto da inviare via fax e poi, via. Per ogni controversia dovete andare a Napoli. Ovviamente grande amore per gli animali, passaporto in regola, sverminati e vaccinati (la Finanza ha sottolineato che non era possibile completare la profilassi antirabbica), autorizzazioni ASL, assistenza specialistica e vendita anche rateale. Poi un accredito o almeno tale parrebbe, di una notissima federazione cinologica con importante rappresentanza in Italia. Diciamo pure di prim’ordine.

Per la Guardia di Finanza questa seconda operazione dimostra ancora una volta l’ingente valore economico che si cela dietro il traffico di cuccioli. 230.000 euro, ai quali si devono considerare anche i 300.000 stimati per la precedente spedizione.

L’operazione Bulldog, così è stata chiamata dai finanzieri, ha consentito nel giro di una settimana di sequestrare 481 cuccioli di cane e di denunciare quattro persone per illecita introduzione di animali, maltrattamento di animali, abbandono e falso. I Servizi Veterinari hanno, infatti, certificato le condizioni di sofferenza dei cuccioli.

Le indagini dei finanzieri proseguono ora per individuare l’esatta connotazione, sia a livello nazionale che internazionale, del traffico di cuccioli. Una curiosità. Per i 272 cuccioli sequestrati la scorsa settimana, sono pervenute ben 5000 richieste di adozione.

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