macellazione clandestina
GEAPRESS – Trecento chilogrammi di carne macellata in un locale adibito alla macellazione clandestina. L’area, riferisce la Questura di Palermo, era ubicata in zona urbana.

A dovere rispondere dei reati di macellazione clandestina e trasporto abusivo di carne bovina non tracciabile, sono due palermitani del quartiere Cruillas, entrambi denunciati a piede libero. La scoperta, secondo la Polizia di Stato, getta nuove inquietanti ombre sul commercio e sul consumo delle carni bovine nel territorio cittadino. Ad intervenire sono stati i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura.

I fatti si sono sviluppati nella tarda serata di ieri quando una volante della Questura ha intercettato, in viale Regione Siciliana un furgone il cui autista, alla vista dei poliziotti, ha indugiato nella marcia. Sorprendente il conseguente controllo: stipati nel cassone due cittadini bengalesi insieme ad un voluminoso e maleodorante carico contenuto in sacchi di nylon. Si trattava di trecento chilogrammi di carne macellata ed in cattivo stato di conservazione.

Il racconto dei fermati avrebbe fornito importanti spunti su genesi e modalità della macellazione: i due cittadini stranieri sarebbero stati i committenti della macellazione oltre che  acquirenti della carne, a fronte di una transazione “in nero” già avvenuta, per un importo di 1000,00 euro circa. I bengalesi erano, infatti, i pianificatori di una importante festa della locale comunità straniera che avrebbe previsto il consumo di rilevanti quantità di carni bovine. Attraverso conoscenze comuni, i due stranieri si erano rivolti ai due palermitani che abrebbero loro assicurato la forntitura della carne, a prezzi relativamente contenuti.

Gli agenti, allo scopo di scongiurare la sciagurata “filiera” che avrebbe potuto recapitare sugli approssimativi banchetti bengalesi carni potenzialmente nocive, sono risaliti in breve al luogo della macellazione abusiva. Si tratta di un casolare malmesso del quartiere Cruillas, a due passi dalla sede stradale. A stretto contatto con gas di scarico urbani ed in precarie condizioni igieniche, decine di animali, vitelli, maiali, scrofe, capre, capretti, conigli, galli e galline, erano allevati e costretti all’interno di angusti stalli.

Un secondo locale attiguo sarebbe stato, invece, destinato alla macellazione clandestina degli animali, così come testimoniato dai numerosi arnesi e dalle cospicue tracce di sangue, sparse su pareti e pavimento.

Immediato l’intervento dei veterinari dell’A.S.P. che hanno accertato come la carne già venduta ai bengalesi fosse non tracciabile ed in cattivo stato di conservazione, motivo per cui ne è stato già avviato il processo di distruzione.

Macello abusivo ed animali destinati alla macellazione sono stati posti sotto sequestro dai poliziotti ed indagini sono in corso per verificare se e quali mercati locali avesse già approvvigionato l’illecita “filera”.

 

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